Il marciapiede ristretto per essere sicuro (stranamente...) non convince il Consiglio

Come si allarga un marciapiede? Restringendolo di 60 centimetri! In consiglio comunale scoppia la guerra di via “Vittorio Veneto” che da strada gruviera diventa via della discordia. I lavori di manutenzione attualmente in corso tapperanno i buchi, ma infiammano gli animi tra maggioranza e opposizione. Infatti è scontro sui nuovi marciapiedi “rimpiccioliti”. Da una parte c’è Luigi Granelli e la sua tesi: ridurre il marciapiede, in realtà, facilita il passaggio dei pedoni perché si eliminano i parcheggi auto che, di fatto, occupavano gran parte del passaggio pedonale. Le aree di sosta saranno ridisegnate in modo da occupare solo la sede stradale. “Nei fatti il marciapiede di sinistra – spiega l’assessore alla sicurezza – era inutilizzabile perché le auto in sosta lo occupavano quasi interamente. Riducendo l’ampiezza dei due marciapiedi a un metro e 50 e ampliando la sede stradale liberiamo lo spazio per i pedoni. In pratica grazie a quella che può sembrare una riduzione delle misure, si guadagna un intero marciapiede che prima non poteva essere usato. E due marciapiedi sono meglio di uno. Un po’ come i gusti del gelato”. Ma la soluzione del piccolo e bello (e funzionale) non piace per nulla alla minoranza. “D’accordo che via Veneto aveva assolutamente bisogno di un intervento di manutenzione perché una strada al centro della città conciata così gridava vergogna – interviene Paola Savini – però cadiamo sempre nello stesso problema: la maggioranza non ha un’idea della città e compie delle scelte che potevano andare bene negli anni ‘70. Ora invece sono obsolete e sbagliate. Ridurre la larghezza dei marciapiedi è sbagliato, soprattutto in un’arteria che consente ai bambini di andare verso le scuole elementari. Avete ridotto la sezione dei marciapiedi da 2 metri e 10 a un metro e 10 senza considerare che sul tratto pedonale insistono cassette dell’Enel, pali della luce e altri servizi che riducono ulteriormente lo spazio per i pedoni. Senza dimenticare la presenza delle Poste. Oggi, vediamo code lunghissime di persone che attendono sul marciapiede per il proprio turno per entrare in posta”. La possibilità di trovare parcheggi entra a pieno titolo nel dibattito avvenuto in consiglio comunale. Dall’opposizione Giuseppe Abbà propone di rendere gratuita la sosta nel parcheggio dietro il Teatro. “Tre critiche fondamentali: la prima – afferma l’esponente del Prc - riguarda il restringimento di entrambi i marciapiedi fatto con la scusa che le macchine parcheggiavano occupando anche parte dell’area pedonale. Una scelta che comporterà problemi per i pedoni. La seconda riguarda lo spacchettamento degli appalti. Un trucchetto per non sforare la cifra oltre la quale è obbligatoria la gara d’appalto. Non mi sembra una procedura corretta. Il terzo appunto riguarda il tempo previsto per la realizzazione dell’opera. Tempi lunghissimi e difficile da capire”. Lo stesso segretario generale Maria Luisa Porta ammette che la scelta di dividere il lavoro in tre appalti assegnati a tre ditte diverse, pur essendo legittima, è anche attaccabile.

Luca Degrandi