Il demone del gioco d’azzardo a pochi metri dalle elementari. Granelli: “Abbiamo le mani legate”

Impotenti. Per stessa ammissione dell’assessore Luigi Granelli, il Comune ha le mani legate di fronte alla beffa della nuova sala scommesse.

Una sconfitta digerita con estrema rassegnazione. Infatti sta per aprire i battenti in piazza Italia, a pochi metri dalla scuole elementari, un nuovo centro scommesse. Un’attività che spunta in barba alla contrarietà dell’amministrazione, ma con l’autorizzazione della questura. A nulla vale la legge regionale che impone una distanza minima di 500 metri da luoghi sensibili come, appunto, le scuole. Inoltre la normativa del 2013 di Regione Lombardia impedisce l’apertura di sale slot anche nelle vicinanze di ospedali, impianti sportivi, case di cura e luoghi di culto. Ma le limitazioni dettate per l’installazione di apparecchi per il gioco non possono essere applicate per le sale scommesse online.

“Appena ho saputo dell’apertura della sala scommesse – spiega l’assessore alla sicurezza – ho subito espresso tutta la mia contrarietà, condivisa pienamente dal sindaco. In municipio non è arrivata nessuna richiesta di autorizzazione. Tutte le pratiche passano direttamente dalla Questura. Purtroppo, nonostante le limitazioni vigenti, l’amministrazione non ha gli strumenti per vietare i permessi necessari all’apertura di questo tipo di sale. Pur trovandosi nei pressi delle scuole elementari, non sussistono divieti. Trattandosi solo di scommesse online, quindi senza macchinette, non è soggetta alla limitazione dei 500 metri. Inoltre pare che non ci sarà lo scambio di denaro contante. Ciò non toglie che la mia posizione sull’argomento è sempre stata chiara e netta. Il gioco d’azzardo, anche quello legale, è la causa di una delle più gravi dipendenze della nostra società. Un passatempo che si trasforma spesso in vizio e, infine, in patologia. Infine c’è anche la grande contraddizione dell’atteggiamento delle Stato che da un lato si sobbarca i costi sanitari per assistere e curare le persone affette da ludopatia e dall’altro lucra sul gioco d’azzardo legale esercitando il suo monopolio”. Il gioco d’azzardo ha assunto dimensioni notevoli in tutta Italia. Mortara è lo specchio che riflette fedelmente questa tendenza preoccupante. I dati relativi al 2020 sono certamente falsati dallo scoppio della pandemia e dalla chiusura di bar con slot machine e sale gioco. ll comune di Mortara, nel 2016, aveva una popolazione di 15mila e 355 abitanti e un un reddito pro capite pari a 20mila e 371 euro. L’importo spesa pro capite per il gioco, sempre nel 2016, è stato di 2mila e 759 euro. Per un totale di giocate che supera i 42 milioni di euro.

Nel 2017 la spesa pro capite è cresciuta arrivando a 3mila e 400 euro per un totale di 52 milioni bruciati nell’azzardo. Mortara si situava così al 135 posto di questa non invidiabile graduatoria su 7mila e 100 Comuni italiani con una popolazione fino a 50mila residenti.

Luca Degrandi