Il Covid non ferma le attività dei ragazzi di Anffas: dall’orto alla falegnameria e alla “Pezza”

MORTARA - La suddivisione in piccoli gruppi ha salvato le attività dei ragazzi di Anffas Mortara in questo secondo lockdown. Sono tanti gli spazi che Anffas ha a disposizione, e altrettante sono le attività grazie alle quali gli ospiti delle strutture occupano il loro tempo. Tra queste, l’ormai consolidato laboratorio di cucina, il più recente laboratorio di falegnameria e la rappresentazione di favole in biblioteca. “Noi di Anffas Mortara – spiega Elisabetta Amiotti, presidente della Cooperativa Come Noi – abbiamo due tipologie di strutture: i centri diurni e i centri residenziali. Nei centri diurni, gli ospiti si recano solamente durante il giorno, mentre nei centri residenziali accogliamo i ragazzi che hanno bisogno della nostra assistenza 24 ore su 24. Per quanto riguarda le attività all’interno dei centri diurni abbiamo suddiviso i ragazzi in piccoli gruppi, che abbiamo poi dislocato in sedi alternative a quella principale di via Mirabelli. Il tutto per affrontare al meglio la situazione e tutelare in primis la salute dei ragazzi. Grazie alla generosità delle Suore Pianzoline e del Comune di Mortara, abbiamo ottenuto il permesso di utilizzare alcuni locali della Casa Madre, separati comunque dagli spazi usati dalle suore, e abbiamo ricevuto anche l’autorizzazione dal Comune per usufruire delle sale della biblioteca civica ‘Francesco Pezza’. Tutto questo ci ha consentito di portare avanti le nostre attività a pieno regime”. L’Anffas, dunque, non ha mai smesso di lavorare e si è sempre data da fare per non lasciare indietro nessuno e per non lasciare sole le famiglie dei ragazzi con disabilità. “Nei rapporti tra i vari gruppi – continua a raccontare Elisabetta Amiotti – viene a mancare la socialità, perché per motivi logistici ogni ragazzo deve restare all’interno del suo gruppo e gruppi differenti non possono incontrarsi. Per questo motivo, abbiamo voluto valorizzare la comunicazione a distanza, procedendo con l’acquisto di nuovi tablet per i nostri ospiti. Tutti, per fortuna, stanno bene, e grazie alla nostra organizzazione per ora non abbiamo avuto casi di positività al Covid nei centri”. Le attività si svolgono principalmente al chiuso, sia nei centri diurni che nei centri residenziali, dal momento che non sono più permesse le uscite sul territorio. Si passa dal laboratorio di cucina al laboratorio di falegnameria, dalla cura dell’orto della sede di via Mirabelli alla rappresentazione di favole, dall’analisi delle notizie giornaliere alla catalogazione dei libri presso la biblioteca civica. “I laboratori – conclude la presidente della Coop Come Noi – vengono avviati anche sulla base delle capacità dei singoli educatori, che propongono idee originali e interessanti per i ragazzi”.

Massimiliano Farrell