Il Clir è salvo, l’assemblea vota contro la messa in liquidazione della società

“Adesso non ci sono più alibi”: così Michele Ratti, sindaco di Nicorvo, commenta a caldo l’esito dell’assemblea straordinaria del Clir. La riunione si è svolta mercoledì scorso, 21 aprile, su richiesta di 12 Comuni che chiedevano la messa in liquidazione della stessa società di cui sono soci.

Dodici Comuni che, pur essendo ancora soci di Clir (società “in house”), hanno conferito il servizio di raccolta rifiuti a terzi. Questi i municipi che chiedevano la chiusura del Clir: Gambolò, Robbio, Palestro, Alagna, Breme, Cozzo, Cergnago, Mezzana Bigli, Velezzo, Sartirana, Semiana e Valle.

Ma hanno perso la battaglia. All’assemblea era presente circa l’80% delle quote e il 60% dei presenti ha votato contro la messa in liquidazione.

La seduta si è aperta con il tentativo di alcuni Comuni, tra cui Mortara, di stralciare il punto sulla messa in liquidazione. Praticamente avrebbero preferito non votare ancora una volta. Ma altri sindaci hanno preferito andare alla conta per dare un segnale positivo ai lavoratori, ai creditori e alle banche.

“Questo non è un punto di arrivo, ma è una partenza. - commenta Michele Ratti, da sempre impegnato per dare un futuro all’azienda - Adesso dobbiamo lavorare per mettere in pratica il piano di ristrutturazione aziendale sviluppato dallo Studio Griffini”.

Soddisfatta anche la presidente del Cda Federica Bolognese (nella foto), che ora guarda alle prossime scadenze. “Ovviamente c’è soddisfazione per come è andata l’assemblea di settimana scorsa, – commenta la presidente – ma ora bisogna mettersi al lavoro per arrivare al piano definitivo di ristrutturazione aziendale: il piano preliminare elaborato dallo Studio Griffini va perfezionato. Parallelamente lavoreremo per arrivare all’approvazione del bilancio consuntivo dello scorso anno”. Nei prossimi giorni, entro la fine di questa settimana, dovrebbe svolgersi il faccia a faccia con gli esperti dello Studio Griffini per pianificare il consuntivo 2020 e la stesura del piano di ristrutturazione aziendale definitivo.

Dopo aver incassato la fiducia dei soci, il Clir prova dunque a guardare al proprio futuro. E non è escluso che qualche socio che ha affidato il servizio a terzi possa rientrare “a casa”, o meglio “in house”. Le offerte dei privati, infatti, possono essere vantaggiose nell’immediato, ma i contratti possono prevedere penali che, se applicate, andrebbero a far lievitare i costi del servizio.

In una situazione estremamente fluida, per usare un eufemismo, l’altra certezza è rappresentata dal fatto che il gruppo di lavoro dei “quattro responsabili”, con l’approvazione del piano preliminare dello Studio Griffini, ha terminato il proprio compito. Del gruppo, oltre a Michele Ratti, facevano parte anche Simone Ciaramella, presidente di AsMortara, Luigi Rebeschi, vice sindaco di Scaldasole, e Claudio Cerri, vice sindaco di Lomello.