Il Clir è (per ora) salvo, l'assemblea vota contro la messa in liquidazione


"Adesso non ci sono più alibi": così Michele Ratti, sindaco di Nicorvo, commenta a caldo l'esito dell'assemblea straordinaria del Clir. La riunione si è svolta oggi, mercoledì 21 aprile alle 16 e 30, su richiesta di 12 Comuni che chiedevano la messa in liquidazione della società di cui sono soci. Dodici Comuni che, pur essendo ancora soci di Clir (società "in house"), hanno conferito il servizio di raccolta rifiuti a terzi. Questi i municipi che chiedevano la chiusura del Clir: Gambolò, Robbio, Palestro, Alagna, Breme, Cozzo, Cergnago, Mezzana Bigli, Velezzo, Sartirana, Semiana e Valle.

Ma hanno perso la battaglia.

All'assemblea era presente circa l'80% delle quote e il 60% dei presenti ha votato contro la messa in liquidazione.

La seduta si è aperta con il tentativo di alcuni Comuni (tra cui Mortara) di stralciare il punto sulla messa in liquidazione. Praticamente avrebbero preferito non votare ancora una volta. Ma altri sindaci hanno preferito andare alla conta per dare un segnale positivo ai lavoratori, ai creditori e alle banche.

"Questo non è un punto di arrivo, ma è una partenza. - commenta Michele Ratti, da sempre impegnato per dare un futuro all'azienda - Adesso dobbiamo lavorare per mettere in pratica il piano di ristrutturazione aziendale sviluppato dallo Studio Griffini".