Il caro estinto è davvero caro: stangata esumazioni, il costo passa da 87 a 338 euro a salma

Il caro estinto è sempre più.... caro. Infatti arriva la stangata delle esumazioni, con costi alle stelle e protesta dei cittadini. Un “caso” che diventa anche politico con l’interpellanza firmata da Giuseppe Abbà che attacca: “i prezzi delle esumazioni sono aumentati di parecchie volte rispetto al passato”.

Alcuni esempi. Tre anni fa il costo per l’intera operazione arrivava a 87 euro. Adesso il conto arriva a 338 euro. Un vero e proprio salasso. Ma ci sono anche casi in cui il totale è da capogiro. Si arriva a sforare i 600 euro tra esumazione e concessione quarantennale per l’ossario.

Ma la protesta non si ferma qui. Anche le modalità di esecuzione dei lavori fanno discutere. Con accordi presi tra privati e cooperativa poi disattesi. “Ci sono stati cittadini – spiega il consigliere di opposizione - che si erano accordati con la responsabile della cooperativa per recuperare parte dei manufatti, ad esempio lettere delle epigrafi, e che, presentatisi addirittura in anticipo rispetto al giorno previsto, avevano constatato che era già stato tutto asportato. Inoltre le modalità di avviso delle esumazioni sono limitate ad un bastoncino infilato sopra la tomba con un cartellino. Non sono stati utilizzati altri mezzi per avvisare i parenti dei defunti che, data anche la situazione sanitaria, non potevano tutti recarsi al cimitero. Tutto ciò dimostra ancora una volta come la privatizzazione del cimitero e il cosiddetto project financing, (fortemente voluta dall’amministrazione comunale alla quale il Partito della Rifondazione Comunista si è opposto in consiglio comunale), si è dimostrata piena di disagi e di costi sproporzionati per i cittadini”.

L’amministrazione, secondo Giuseppe Abbà, dovrebbe invece muoversi in ben altra direzione. Compreso un intervento di “forza” per stabilire prezzi non esagerati rispetto alle cifre attuali.

Luca Degrandi