Grugnetti torna agli Aironi, così si riforma il tandem con Zanotti del trofeo “Bulgheroni” del 2000

ROBBIO - L’anno scorso, di questi tempi, Ferragosto era alle porte, ma lui era felice come una pasqua, perché avrebbe coronato un suo vecchio sogno fino a quel momento irrealizzato, allenare il concittadino Fabio Grugnetti (nella foto) e farne il perno di un team che avrebbe avuto non poche chance di battersi per le primissime posizioni nel girone. Poi, a volte succede che dai sogni ci si risvegli bruscamente, e che la realtà prenda tutta un’altra piega, con Grugnetti che riceve una proposta ben più ‘indecente’ di quella robbiese e si concede, legittimamente, la chance di un’altra stagione in B. “Qualche giorno fa è stato proprio Scugni a ricordarmelo – rivela Pier Zanotti – che non era mica vero che le nostre strade ‘cestistiche’ non si erano mai incontrate, nemmeno nelle giovanili. In realtà, un punto di contatto c’era stato, e anche abbastanza prestigioso. Il trofeo Bulgheroni, edizione 2000, in cui a Bormio avevo guidato la selezione provinciale Under 13, di cui Fabio era un giovanissimo protagonista”. Ma quest’anno, se il Covid non ci metterà lo zampino, la ‘carrambata’ andrà sicuramente in porto e il duo mortarese, finalmente, si ricompatterà. “Poter ripartire da Scugni – ammette Zanotti – ci garantisce un pizzico di serenità e non ci mette ansia per il completamento del roster, che non è ancora concluso. In uscita tre giocatori, Gianluca Zucca, Francesco Campana e Karlis Helmanis, dentro Grugnetti, che non ha certo bisogno di presentazioni, e un altro giocatore di origine mortarese, Riccardo Olivelli, classe 2000, atletico, buon saltatore, che quest’anno e in questo contesto, potrebbe imparare e migliorarsi moltissimo, ritagliandosi spazi sempre maggiori. Confermato il blocco della scorsa stagione, che comprende i veterani Marco Di Paola e Luca Tardito sotto le plance, insieme all’ormai rodato Tommaso Castano, con Edoardo Pozzi, Filippo Gallina e, all’occorrenza, Gabriele Buzzin nello spot di ala e Tommaso Rovina, play-guardia, che sicuramente beneficerà della presenza di Grugnetti per crescere e specializzarsi ulteriormente. Resta un tassello da completare, sarebbe fantastico poter contare di nuovo su un giocatore ‘di lusso’ come Helmanis, ma il nostro bilancio, quest’anno, non ci consente questi voli pindarici, quindi cercheremo di guardarci intorno, e quando dico ‘intorno’, non intendo limitarmi alla Lomellina (anche se avrei qualche pazza idea anche, diciamo, ‘limitrofa’…), ma comprendo il Milanese e le province piemontesi contigue. Io un giocatore-tipo l’avrei in mente, un ‘tre’ con un buon taglio fisico, dalle gambe esplosive, avevo sondato Riccardo Riva, ’95, nato e cestisticamente cresciuto ad Alessandria, che però sta per laurearsi e intende privilegiare una soluzione tranquilla in un campionato minore vicino a casa, avevo pensato anche a uno come Stefano Appendini, prima che si accasasse a Busto in C Gold, ma, ripeto, non abbiamo fretta e quando si lavora in tutta tranquillità le soluzioni, senza affannarsi a cercarle, prima o poi arrivano”. L’anno scorso, quando Fabio Grugnetti aveva ceduto alla corte serrata di Oleggio e aveva deciso di concedersi il premio ‘finale’ di una nuova stagione in serie B, la notizia era stata pacatamente e signorilmente commentata dal dirigente robbiese Giampetro Cislaghi con queste precise parole: “Passato lo sconforto iniziale, mi piace pensarlo come una ‘sospensione’, più che un addio, e ho già detto a Scugni che, se l’anno prossimo non dovesse fare un ulteriore salto in A2, Robbio lo riaccoglierà a ‘casa sua’ a braccia aperte”. Erano in tanti a pensare a questo distacco come a un arrivederci, infatti, quest’anno, tra il termine di una stagione surreale e l’avvio di quella nuova, piena di incognite dal punto di vista organizzativo, le strade di Grugnetti e degli Aironi hanno trovato un nuovo incrocio. Forse perché Fabio Grugnetti ha ormai deciso cosa farà da grande, portare avanti l’azienda agricola familiare, e ormai si è calato nel ruolo con una presenza sempre crescente, che è diventata tempo pieno, quando l’emergenza sanitaria ha interrotto l’attività sportiva. “L’anno scorso sapevo perfettamente che portare avanti entrambi le cose, il lavoro e l’impegno richiesto da un campionato come la serie B – precisa Scugni – con allenamenti quotidiani, mattina e pomeriggio e trasferte dalla Sicilia alla Toscana, sarebbe stato pesante, un autentico doppio lavoro, una soluzione che avrei potuto praticare per un anno, ma non oltre. Nella stagione che va a incominciare, e che nessuno sa prevedere come evolverà, ho deciso di diminuire il tempo dedicato alla pallacanestro e il fatto che Robbio abbia valutato positivamente il mio ritorno, si incastra perfettamente con i miei progetti. Se potessi giocherei tutta la vita, ma sono del tutto consapevole di avere 33 anni e di dover conciliare la mia passione per la palla a spicchi con il resto. Con Robbio ci eravamo lasciati in perfetta armonia, quest’anno ci siamo risentiti e io, essendomi trovato molto bene insieme a loro, ho deciso di ritornare. Un ritorno che non è affatto da leggere come un ridimensionamento, perché la squadra è ambiziosa, qui lotterà per le posizioni di testa del girone, poi ritroverò i compagni con cui avevo legato, i vecchi amici come ‘Fagio’ Di Paola, in più c’è Tardito, e sono molto contento. E poi, c’è il Pier, anche lui mortarese, con cui non ci siamo mai incontrati in tutti questi anni, se non da avversari. L’idea di lavorare con lui è uno stimolo in più, è un allenatore preparato, che rispetto tanto. Sicuramente riusciremo a far bene, cosa che loro stavano facendo benissimo anche quest’anno, e, secondo me, se non avessero interrotto il campionato a causa del virus, molto probabilmente sarebbero saliti. Meglio così, proveremo a raggiungere questo traguardo insieme, la vittoria di un campionato di C Silver mi manca, ho vinto la D, due C1, ora vediamo un po’ di aggiungere anche questo trofeo. Mi dispiace per quest’anno troncato a metà, interrotto in un momento i cui ci eravamo ripresi e stavamo reagendo bene, avevamo effettuato qualche modifica mirata proprio per dare il meglio nella parte finale della stagione”.

Nevina Andreta