Giovani donne cresciute come schiave sessuali, la psico-setta del “dottore” arriva in Lomellina

I tentacoli della psico-setta del “dottore” stritolavano le proprie vittime anche in Lomellina. Nella rete dell’operazione Dioniso sono finiti anche due persone lomelline, oltre a quattro appartamenti perquisiti dagli agenti della squadra mobile di Novara in collaborazione con gli agenti pavesi. Il blitz è scattato nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 luglio. Nell’operazione sono state perquisite ben 26 abitazioni, tra cui le quattro lomelline, in Piemonte, Lombardia e Liguria. E due lomellini hanno ricevuto un avviso di garanzia: sono indagati in quanto vengono accusati di complicità con il “dottore”, il santone della setta novarese. Le indagini sono ancora in corso e dalla procura piemontese non trapelano ulteriori dettagli: sia l’identità degli accusati che i luoghi in cui si trovano gli appartamenti restano avvolti dal mistero, anche se è facile ipotizzare che possano trovarsi proprio ai confini tra la Lomellina e la provincia di Novara. Appartamenti in cui si riunivano i membri della setta e dove avvenivano anche incontri a sfondo sessuale con le vittime prescelte. La setta, infatti, operava a Novara da ben 30 anni agli ordini del “dottore”. Il guru, al momento ancora senza nome, di questa setta è un libero professionista di 77 anni, attualmente in pensione. Si tratta di un vero e proprio aguzzino che plagiava le proprie vittime utilizzando tecniche psicologiche collaudate e operava con la complicità di molti “adepti”, tra cui diverse donne. Donne che magari da sfruttate diventavano sfruttatrici: la psico-setta, infatti, arrivava anche ad adescare minorenni crescendole nella cieca obbedienza al “dottore”. Questo mondo fatto di misteri, esoterismo e violenza è stato svelato dalla denuncia di una vittima: oggi è una donna 35enne, ma ha raccontato di essere stata adescata quando aveva soltanto 8 anni con la complicità di un familiare. E tra i misteri della setta se ne aggiunge uno sollevato dagli inquirenti: com’è possibile che tutte queste violenze siano rimaste sotto silenzio per così tanti anni? E’ quello che dovranno spiegare i 26 indagati, tra i quali due lomellini, che in tutti questi anni hanno assecondato il “dottore” in questa pazzia. Questo santone aveva sviluppato un sistema scientifico, avvalendosi anche di psicologhe compiacenti, che offriva alle giovani ragazze anche l’opportunità di lavorare. La setta accoglieva le vittime, le faceva crescere e le faceva lavorare. In questo lungo lasso di tempo una sola costante: la violenza, psichica e fisica.L’aguzzino 77enne è inoltre socio della casa editrice “La terra di mezzo” che ha pubblicato libri come “La voce dell’antica Madre”, “Manoscritto dialettale di una Guaritrice di campagna”, “Manoscritto sapienziale femminile”, “Apologia dell’estasi”e altre pubblicazioni che si rifanno al mondo celtico. E nel “giro” della setta c’erano anche scuole di danza e “spada celtica”, diverse erboristerie e una bottega di artigianato. Insomma, un mondo parallelo che di fatato non aveva proprio nullo. Un mondo che è stato scoperto grazie ad una ragazza, oggi 35enne, che ha avuto la forza di raccontarlo agli inquirenti della Squadra Mobile della questura di Novara coordinati dalla Dda di Torino.