Giornata contro la violenza sulle donne e sport, Barbara Gho: "Il karate è anche difesa mentale"

Guardarsi sempre intorno e tenere gli occhi ben aperti sono i consigli che la vigevanese Barbara Gho (nella foto), insegnante di karate presso La Costanza Andrea Massucchi di Mortara, rivolge a tutte le donne. Consigli che trovano un riscontro nella mentalità che viene sviluppata da chi pratica karate in maniera costante e continuativa. Oggi, 25 novembre, ricorre la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, e la pluripremiata campionessa di arti marziali spiega in che modo il karate possa svolgere un ruolo determinante per dare un maggiore senso di sicurezza a tutte le ragazze. “Le arti marziali – spiega l’insegnante – non devono essere pensate come arma per difendersi nel momento in cui si verifica un evento violento, ma piuttosto devono essere considerate come un deterrente, un potenziale difensivo volto a demoralizzare l’utilizzo della violenza. Il karate senza dubbio fornisce sicurezza al proprio essere, ma non fornisce la capacità di difesa personale in caso di abuso fisico. È la mentalità che si acquisisce con la pratica costante delle arti marziali a proteggere e a dare un senso di sicurezza in più. Il karate ci insegna infatti due concetti fondamentali: bisogna stare sempre attenti a ciò che ci circonda e bisogna sempre saper individuare una via di fuga. Dal karate si apprende come la fuga sia un mezzo di difesa, non un segno di codardia. Karate, infatti, non è sinonimo di attacco, ma sinonimo di salvezza della propria incolumità”. Un altro modo per prevenire l’eventualità che si verifichino episodi di violenza è l’educazione dei più giovani, sia uomini che donne. Una forma di educazione che deve partire dalla famiglia. “Il fatto che oggi non ci siano più regole – afferma Barbara Gho – è un problema per la nostra società. Nelle palestre, e qui parlo per esperienza personale e professionale, i ragazzi vengono educati al rispetto di determinate regole, pena l’esclusione dalle attività. Io mi auguro davvero tanto che il triste fenomeno della violenza contro le donne possa essere sradicato. È devastante che ci siano ancora oggi uomini che abusano fisicamente e psicologicamente di donne. Ma prima di estirpare questo male della società si dovrà giungere ad un picco, ad un punto di rottura che purtroppo temo non abbiamo ancora raggiunto. Le famiglie devono educare e sensibilizzare i più giovani, perché se manca l’educazione non si potrà mai risolvere il problema”.

Massimiliano Farrell