Gambolò85enne spara con il fucile e uccide il figlio della badante: una lite per motivi economici?


GAMBOLÒ – Una questione di quattrini? Sarebbe di tipo economico il movente all’origine della lite al culmine della quale domenica scorsa 5 giugno, in una cascina di Gambolò, Giovanni Vezzali, 85 anni, ha sparato con il fucile da caccia a Thomas Achille Mastrandrea, 43 anni, figlio della sua badante, uccidendolo. La vittima, che abitava a Nicorvo, aveva chiesto per sua madre un regolare contratto di lavoro. La badante, una donna di 59 anni, da tre anni sarebbe stata pagata “in nero” con un compenso di 150 euro alla settimana. Una situazione che avrebbe esasperato il figlio, spingendolo a chiedere con forza a Vezzali di regolarizzare il rapporto di lavoro. L’anziano, nel lungo interrogatorio reso domenica notte davanti al Pubblico ministero, prima di essere trasferito nel carcere di Torre del Gallo a Pavia con l’accusa di omicidio volontario, ha spiegato di aver preso il suo fucile, regolarmente denunciato, e di aver sparato per paura di Mastrandrea.

A dare l’allarme era stata la stessa badate. La donna, disperata per aver visto il figlio crollare sul pavimento dell’appartamento dopo essere stato raggiunto dal colpo, ha contattato il 112. Sul posto sono subito accorsi i soccorritori, insieme ai carabinieri. Ormai non c’era più nulla da fare. Il 43enne è morto all’istante.

I carabinieri hanno subito avviato gli accertamenti per ricostruire il fatto e comprendere meglio le ragioni che hanno spinto l’anziano ad impugnare il suo fucile ed a sparare contro il figlio della badante che lo assiste. L’indagine è coordinata dalla Procura di Pavia.