Furti a raffica: nel mirino dei ladri le bici dei pendolari, la denuncia della nuova opposizione

MORTARA - Una zona franca. Dove può succedere di tutto. Ma soprattutto dove continua lo stillicidio di bici rubate. La stazione di Mortara non è più il luogo della mobilità dolce. Da anni è letteralmente in balia del crimine, come denuncia anche il movimento civico “La Mortara che vorrei”, guidato da Luana Ghirello. Ma la sua denuncia non può essere derubricata a semplice campagna elettorale anti-Lega. Le cronache di questi ultimi dieci anni dimostrano che esiste un problema di sicurezza in stazione. Ed esiste anche un’emergenza biciclette. La statistica sulle denunce dei furti dei mezzi a pedali non corrisponde al numero reale di furti. Molte vittime, rassegnate, rinunciano a rivolgersi alle Forze dell’ordine. L’ultimo episodio risale a pochi giorni fa. E’ la goccia che ha fatto tracimare il vaso della pazienza di Luana Ghirello.

“La telecamera installata – spiega Luana Ghirello - non è presidiata e dunque inutile e questo lo sanno sicuramente anche i ladri. La rabbia sui social diventa virale. All’ennesimo furto denunciato, i commenti si susseguono e diventano impietosi. In tanti elencano il numero delle bici rubate a se stessi nel corso degli anni. Chi tre, chi quattro, chi cinque”.

Un elenco di impotenza e di rassegnazione che mette tristezza e che fa pensare che i pendolari, oltre al fatto di dover viaggiare su di una tra le peggiori linee ferroviarie della Regione, siano figli di un dio minore. “La risposta da parte dell’Amministrazione - prosegue Luana Ghirello - è sempre la stessa. Non abbiamo vigili sufficienti per presidiare il territorio e per guardare le telecamere. Inerzia e immobilismo è invece il pensiero di molti. Ed anche il nostro, perché sappiamo che ci sono altre città, anche a noi vicine, che si sono poste il problema, magari usando bici civetta geolocalizzate e arrestando ladri e ricettatori. Forse un giorno anche Mortara si porrà la questione. Covid o non Covid, anche per quest’anno sotto gli occhi addormentati di una telecamera installata solo per bellezza e non presidiata, piange l’ennesima vittima”.

Luca Degrandi