#Focus11: Laura Lupi, l’entusiasmo del calcio in rosa invade Vigevano

Lottare senza arrendersi mai per riuscire a realizzare i propri sogni. Tagliare grandi traguardi grazie alla propria forza di volontà e spirito di sacrificio. Tutte qualità che di certo non mancano a Laura Lupi, la nuova ospite di #Focus11, la rubrica che racconta la vita degli atleti del territorio lomellino quando non possono giocare a pallone.


Nome: Laura

Cognome: Lupi

Squadra: Vigevano Calcio 1921

Ruolo: difensore centrale


Nonostante la tua giovane età hai un curriculum personale davvero significativo: quali sono state le tappe più importante del tuo percorso come calciatrice?

“Ho iniziato a giocare a calcio a cinque anni e mezzo con i miei compagni di scuola. A 14 anni sono stata costretta a passare in una squadra femminile. Ero abituata a ritmi maschili quindi almeno per le prime volte, ambientarmi con nuove modalità di allenamento e di tattica non è stato semplice. Ho militato nel Piemonte Sport a Vercelli, nel Mortara e nel Torino Calcio Femminile. Con la maglia granata ho avuto la possibilità di esordire in Serie B e di confrontarmi con altre ragazze che al momento sono in Serie A o addirittura in Nazionale. Successivamente a causa di un grave infortunio alla caviglia sono rimasta ferma per un po’. Tuttavia non mi sono data per vinta, mi sono rimboccata le maniche e sono arrivata al Vigevano. Ho accettato di far parte di questa società perché ripone entusiasmo nel settore femminile. E un’ottima squadra, formata da uno staff preparato e da un gruppo affiatato”.


Come e quanto è cambiata la tua vita professionale in seguito alle ultime disposizioni governative?

“A livello lavorativo non molto. Sono una babysitter e riesco a spostarmi per raggiungere i bambini. Parlando da studentessa invece il discorso cambia: sto preparando la tesi per la laurea triennale in Scienze della Comunicazione ma l’aver sostenuto lezioni ed esami per via telematica si è rivelato alquanto complicato. Basti pensare anche solo ai problemi dovuti alla connessione”.


Il calcio femminile sta crescendo in termini di numeri e di ascolti sebbene la strada da percorrere per eliminare alcuni pregiudizi sia ancora lunga. Che consigli ti senti di dare alle ragazze che decidono di avventurarsi in questo percorso?

“Mi sento di dire loro di continuare ad inseguire le proprie passioni. Spesso per le ragazze la carriera calcistica non è semplicissima, perché vengono ostacolate anche dai propri genitori. Tuttavia molte grandi società stanno investendo nel calcio femminile e nella stagione 2022/2023 arriverà anche il professionismo. Alle bambine che sognano di diventare calciatrici dico di continuare a mettere il cuore in quello che fanno. I risultati alla lunga arriveranno”.


Quali sono le problematiche con cui il calcio si troverà necessariamente costretto a fare i conti una volta che questa emergenza epidemiologica sarà conclusa?

“Credo che i cambiamenti più evidenti si avranno a livello economico. Molte società faranno fatica a garantire il materiale necessario per effettuare gli allenamenti e a trovare i soldi per iscriversi ai campionati”.


C’è un modo per riuscire ad attraversare questo periodo senza lasciarsi prendere dallo sconforto?

“Mantenere la mente occupata il più possibile. Io consiglio, naturalmente nel pieno rispetto delle leggi, di fare una passeggiata all’aperto oppure di svolgere esercizi fisici in casa. Consiglio inoltre di leggere, guardare film e di videochiamate gli amici. Mi rendo conto in prima persona che non è semplice fare a meno di vedere i propri conoscenti. Tuttavia nel 2020 disponiamo degli strumenti necessari per poterli contattare, anche se solo virtualmente. Sfruttiamoli”.

Edoardo Varese