#Focus11, Corrado Parino: la porta medese nelle sue mani

Il perfetto esempio di cosa significhi indossare la fascia di capitano. Grazie all’esperienza acquisita stando tra i pali, rappresenta una vera e propria sicurezza per i propri compagni squadra. Ma allo stesso tempo un muro quasi insormontabile per gli avversari che di volta in volta, le devono provare tutte per riuscire a segnare un gol nella sua porta. Corrado Parino è il nuovo ospite di #Focus11.


Nome: Corrado

Cognome: Parino

Squadra: Lomellina Calcio

Ruolo: portiere


È da più di un anno che il Covid ha segnato le nostre vite: è stato difficile te cambiare le tue abitudini quotidiane nonché lavorative?

“Fortunatamente la mia professione, è stata una tra quelle meno colpite da questa emergenza sanitaria. Lavoro in uno studio assicurativo a Mortara e in questi mesi di fatto, non ho mai dovuto rinunciare alla mia attività. L’economia italiana ruota in gran parte attorno alle assicurazioni. Rispetto ad altri lavoratori che si sono visti costretti a chiudere, posso ritenermi fortunato”.


Giochi a calcio da quando avevi 7 anni: quali sono le tappe più significative della tua lunga carriera?

“A 41 anni compiuti, posso dire di aver militato in molte squadre e di aver avuto la possibilità di entrare in contatto con molte realtà diverse l’una dall’altra. In particolare, ricordo di quando vinsi in Serie D la Coppa Italia Dilettanti con la maglia del Casale Monferrato. Battemmo in finale il Latina, al termine di una partita molto emozionante. A Novi Ligure sono riuscito a vincere il campionato di Eccellenza, mentre con la Trino Vercellese la Promozione. Posso dire di essermi tolto parecchie soddisfazioni ma un’avventura che porterò sempre dentro di me, è quella che ho vissuto a Lomello. 6 anni indimenticabili, durante i quali ho conosciuto delle bravissime persone”.


Come ti trovi nel Lomellina e per quanto tempo pensi di poter continuare a giocare?

“È davvero una bella realtà, il mister è stato sia un mio ex compagno di squadra, sia un avversario di tutto rispetto. È una persona che sa quello che fa e sa come motivare i propri giocatori, in modo da tirar fuori il meglio da ognuno di loro. Con Mede diventata fascia rossa purtroppo non possiamo più allenarci nemmeno a livello individuale. Speriamo che la situazione migliori in fretta”.


Riuscirà il calcio dilettantistico a ripartire non appena tutto sarà tornato alla normalità?

“Nella realtà in cui militiamo noi, i soldi a disposizione sono davvero pochi. Molte società andranno incontro al fallimento o non avranno i fondi necessari per iscriversi ai prossimi campionati. Sarà un periodo nero per il nostro calcio ma alla fine penso che riusciremo a venirne fuori. Il mio auspicio è che le società in difficoltà, non vengano abbandonate”.

Edoardo Varese