Flusso clienti sotto controllo e mascherine per i dipendenti: così si combatte il virus al market

MORTARA - In prima linea nell’emergenza Coronavirus non ci sono soltanto i medici e gli infermieri. Oggi più che mai, i commessi dei supermercati svolgono un ruolo fondamentale per la comunità. Negli ospedali, il lavoro degli operatori sanitari è indispensabile per salvare le vite di chi è malato. Nei supermercati invece il lavoro dei dipendenti è necessario per fornire mezzi di sostentamento a chi è sano. Anche loro, proprio come i medici, stanno a stretto contatto con la gente e rischiano ogni giorno la propria salute per svolgere la loro mansione. Nei supermercati mortaresi in questi giorni si respira un’atmosfera pesante, tra misure di protezione stringenti ma indispensabili, ingressi contingentati e clienti furbetti. “Dove lavoro io – rivela una commessa mortarese – un vigilante controlla il flusso di clientela all’ingresso. Per evitare l’affollamento facciamo entrare cinque o sei persone alla volta. Poi quando una persona esce dal supermercato, se ne fa entrare un’altra. È consigliabile fare una spesa veloce, di modo tale che chi è già in fila fuori debba aspettare di meno”. Per i clienti non è obbligatorio l’utilizzo della mascherina, anche se è altamente consigliato. I commessi del supermercato invece hanno adottato misure di prevenzione, indispensabili per evitare la diffusione del virus. “Ciascuno di noi – continua a raccontare la dipendente – porta una mascherina chirurgica, oppure, per chi ha trovato modo di procurarsela, una mascherina con il filtro. Ogni mattina ci disinfettiamo le mani con un gel alcolico. Dopodiché mettiamo i guanti e poi applichiamo nuovamente il gel disinfettante”. Le misure sono senza dubbio utili, ma sicuramente si potrebbe fare anche di più. “Secondo me – afferma la commessa – si dovrebbero fare i tamponi a tutti i dipendenti dei supermercati. Chi ci dice che noi non siamo portatori sani? Noi stiamo tutto il giorno a stretto contatto con la gente, quindi se uno di noi fosse infetto, potremmo essere facilmente veicolo di contagio per i nostri clienti”. Prima che venissero contingentati gli ingressi ai supermercati, anche a Mortara c’è stata la grande invasione di irresponsabili che hanno assaltato tutte le merci di prima necessità. Oltre a provocare assembramenti che si potevano evitare, queste persone hanno reso più difficili e più lunghe le giornate di lavoro dei dipendenti. “Adesso si lavora bene perché c’è il controllo dell’afflusso – illustra l’impiegata – ma quindici giorni fa molti clienti si scagliavano sui beni di prima necessità come se non ci fosse un domani. Le file in cassa si allungavano per tutte le corsie. Carne, salumi e pane erano completamente spariti. Anche farina, lievito, uova e latticini erano andati a ruba. La gente non si fermava davanti a nulla, anche gli alcolici erano stati presi d’assalto”. Alcuni, evidentemente, hanno deciso di rifugiarsi nelle bevande alcoliche per affrontare la crisi oppure forse hanno temuto che molto presto sarebbero rimasti a secco. “Per colpa di tutti questi irresponsabili – commenta la dipendente – noi commessi abbiamo dovuto allungare i nostri turni di lavoro. Nei primi tempi infatti, gli scaffali erano completamente vuoti e per sopperire alle mancanze abbiamo ricevuto più consegne. E questo vuol dire più lavoro, perché quando i camion consegnano, noi dobbiamo scaricare le merci e disporle sugli scaffali”. Oggi la situazione è più stabile grazie agli ingressi contingentati, ma nonostante ciò alcuni prodotti continuano a scarseggiare. “L’alcool e la candeggina – spiega la commessa – arrivano con il contagocce, così come tutti quei prodotti che servono per la disinfezione e la sanificazione. Questo è dovuto al fatto che la produzione non riesce a stare a dietro all’ingente richiesta”. Ma adesso, anche se nessuno può più razziare nulla, i furbetti del supermercato ci sono comunque. “È palese – afferma l’impiegata – che in questo periodo molti ne approfittano per venire più spesso al supermercato. C’è gente che viene anche più volte al giorno, oppure c’è chi viene ogni giorno e acquista giusto due o tre cose. I supermercati sono diventati per molta gente il pretesto per fare qualche giro non strettamente necessario”. Certe persone infatti non hanno ancora capito la grave situazione di emergenza in cui si trova l’Italia. E non ci sono soltanto quelli che fanno qualche giro in più del dovuto. “L’altro giorno – racconta la commessa – una signora si è lamentata per il fatto che fosse finita l’acqua San Benedetto. Io non avevo parole: tutto lo scaffale con l’acqua era pieno, e lei, pur in queste circostanze, cercava ostinatamente la sua marca preferita che non c’era. Come se ciò non bastasse, ci sono dei furbetti fuori che cercano di entrare in coppia, anche se sanno benissimo che si può entrare soltanto uno alla volta. E poi c’è anche gente che non mantiene la distanza di sicurezza di un metro, come quei vecchietti sordi che si avvicinano ai commessi per sentire meglio”. Per tutelare i dipendenti, la dirigenza del supermercato ha garantito una polizza assicurativa in caso di positività al Covid-19. Ma, come ha fatto notare l’impiegata, non c’è stata alcuna diminuzione dell’orario lavorativo, che anzi era aumentato dopo la mega ressa di qualche settimana fa. “Avendo vissuto di persona gli episodi delle ultime settimane – conclude la commessa – come le razzie, i furbetti che fanno qualche giro più del dovuto e i clienti come la signora che cercava disperatamente l’acqua San Benedetto, io sono giunta alla conclusione che la gente sia stata abituata fin troppo bene. I supermercati hanno convertito le persone al consumismo. Anche in situazioni normali, molti spesso si ritrovano a comprare più del dovuto o a fare un salto al supermercato anche se non ne hanno bisogno”. Fare il commesso in questi tempi è un lavoro duro, faticoso e stancante. La prossima volta che si va a fare la spesa, bisognerebbe ringraziare chi è in prima linea per garantire che tutte le persone possano ricevere sostentamento.