Fase 2 con il punto interrogativo. Andrea Maltese del Caffè Garibaldi: clienti a rischio turnazione

MORTARA - Quando i bar riapriranno, sia i clienti che i gestori dei locali dovranno mettersi bene in testa un concetto: gli aperitivi saranno totalmente diversi e avranno una veste completamente nuova. Andrea Maltese (nella foto), titolare del Caffè Garibaldi, sta valutando la possibilità di gestire gli ingressi al bar con fasce orarie. L’obiettivo è quello di riempire sempre tutti i posti a sedere di cui il locale potrà usufruire: bar pieno a tutte le ore, ma con le misure di sicurezza necessarie. Con i distanziamenti tra i tavoli si avranno sicuramente molti meno posti, e un sistema come quello proposto da Maltese garantirebbe sicurezza al cliente per quanto riguarda l’orario di inizio dell’aperitivo. Al tempo stesso, il titolare del Garibaldi pensava anche di stabilire una durata massima per le bevute: se quattro persone occupassero un tavolo per due ore, ciò provocherebbe un grave danno sia per i clienti che arrivano dopo e non trovano posto sia per i baristi che non ottimizzano i loro ricavi. L’appello è di essere tutti collaborativi. “Anche noi – afferma Andrea Maltese – come tutti gli altri stiamo navigando nel buio perché non esiste alcun protocollo con direttive ed indicazioni per la riapertura. In attesa di disposizioni governative noi abbiamo tenuto il locale chiuso, ma abbiamo effettuato numerose pulizie. Per giugno ci stiamo organizzando con gli accessori e i dispositivi di protezione: ci stiamo munendo di mascherine riutilizzabili e stiamo acquistando gel igienizzante per le mani che sarà a disposizione dei clienti. Stiamo realizzando anche degli adesivi simpatici per segnalare le distanze di sicurezza tra i tavoli, sulla falsa riga di quelli che vengono utilizzati già adesso sulla metropolitana di Milano. Noi per fortuna abbiamo gli spazi all’aperto, ma per ora non sappiamo a che distanza dovremo collocare i tavoli. Non è chiaro se sarà un metro o anche di più”. Il Caffè Garibaldi non ha aperto nel frattempo al servizio da asporto: si ripartirà a giugno, e a breve seguiranno comunicati più precisi sulla pagina Facebook. “Provo un grande rispetto – spiega Andrea Maltese – per chi fa l’asporto, ma per quanto riguarda il mio locale ho fatto un calcolo molto accurato, ed è emerso che tra costi e ricavi l’idea di aprire adesso con questa modalità non avrebbe avuto senso. Una volta che è ripartita la macchina a giugno, magari se ne potrà parlare”. Anche Andrea Maltese, come molti altri baristi, non ha ricevuto né i famosi 600 euro né la cassa integrazione per i suoi dipendenti. “Come categoria – conclude il titolare del Caffè Garibaldi – ormai stiamo vivendo alla giornata. Tutti dobbiamo cambiare strategia e guardare avanti. Le manifestazioni pacifiche che ci sono state nell’ultimo periodo sono dovute al fatto che nessuno di noi ha ricevuto un euro. La politica forse non ha capito che il nostro lavoro non è soltanto quello di alzare e abbassare le saracinesche, ma è molto di più. Non c’è stato, purtroppo, un confronto con i rappresentanti della nostra categoria. Se ci dicono una settimana prima della riapertura come dobbiamo organizzarci, noi come facciamo? Dove sono i sussidi? Che fine hanno fatto le promesse di 25mila euro a fondo perduto per la nostra categoria?”.

Massimiliano Farrell