Facchinotti scrive a Conte: “Così si ammazza la nostra economia”

MORTARA - La vita prima di tutto. Ma anche l’economia è vita. “Chi non lo capisce è miope”. Partendo da questa riflessione il sindaco Marco Facchinotti attacca il Presidente del Consiglio accusato di accanirsi in modo ingiustificato contro una parte fondamentale del tessuto sociale. Parole pesanti come pietre scagliate contro il Governo attraverso una missiva. Una lettera che esprime una totale contrarietà ai contenuti del Dpcm. Il testo è stato scritto a più mani da tutti i sindaci e i consiglieri provinciali della Lega. I rappresentanti del Carroccio sono estremamente duri. “Come sindaco – spiega Marco Facchinotti (nella foto) – ho il dovere di salvaguardare i cittadini, le categorie e le attività più colpite dal recente decreto, già allo stremo dopo il lockdown dei mesi scorsi. L’ennesimo affronto arriva da questo decreto, con particolare riferimento alla chiusura di pub, bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie e alla chiusura totale di attività di palestre, piscine e centri benessere. A queste restrizioni si aggiunge la sospensione delle attività di cinema, teatri, fiere e sagre. Si tratta di scelte miopi, che affossano l’economia e di conseguenza mettono a repentaglio la salute stessa”. Insomma, secondo il primo cittadino si tratta di un errore che può mettere a repentaglio il presente e il futuro del Paese. Questo sta avvenendo, sempre secondo Marco Facchinotti, perché gli ultimi provvedimenti governativi hanno fallito. Lo hanno fatto oltre ogni misura. Lo sbaglio più evidente sarebbe quello di aver individuato un falso nemico: i bar, i ristoranti, le palestre. Poco o niente è stato fatto, invece, per limitare quelle situazioni che sono, invece, probabili fucine di contagio. A partire dai trasporti, un servizio pubblico fondamentale per il quale non sono arrivati piani e contributi nazionali adeguati. “Non è ancora stato approvato il decreto attuativo – aggiunge Marco Facchinotti – per il riparto dell’anticipazione dei primi 150 milioni su 300 milioni di risorse stanziate dallo Stato. Il tutto è stato complicato dai ritardi di un Governo che ha deciso quale debba essere la capienza dei mezzi pubblici solo alla vigilia della riapertura delle scuole, rendendo ancora più difficoltosa la programmazione delle corse. Tanto che è stato necessario puntare, ancora una volta, sulla didattica a distanza, proprio per impedire occasioni di assembramento che precedono e seguono l’accesso dei ragazzi nelle scuole, che sono state bravissime nell’adeguarsi in tempi rapidi alla nuova realtà, anche con il fondamentale contributo dei Comuni. Insomma, un’estate che sarebbe dovuta essere di lavoro per questo Governo per preparare il Paese a questa seconda ondata, è trascorsa senza produrre alcun provvedimento utile né per salvaguardare la salute dei cittadini, né per tutelare la nostra economia”.

Luca Degrandi