Facchinotti alza la voce: "Il raddoppio della Mortara - Milano opera urgente e indispensabile”

MORTARA - “Una priorità assoluta”! Ma non solo, il raddoppio della linea Mortara – Milano richiede anche “Un impegno continuativo ed assoluto”. Quelle pronunciate dal sindaco Marco Facchinotti non sono semplici parole dette, per così dire, a favore di microfono. Sono invece contenute in un atto formale: nell’ordine del giorno che approderà in consiglio comunale nella seduta in programma per oggi, giovedì 26 novembre. Una presa di posizione condivisa anche dagli altri tre sindaci dei Comuni che insistono sulla disastrata linea ferroviaria che porta al capoluogo. Anche Parona, Vigevano e Abbiategrasso voteranno il medesimo testo. Un documento corposo e che suona la sveglia a Regione Lombardia e Rfi. “I tempi sono più che maturi – spiega il primo cittadino – ed ora è veramente giunto il momento di investire per realizzare un progetto di cui si parla da decenni. In questa fase storica in cui la diffusione del virus impone in tutto il mondo un cambiamento degli stili di vita è fondamentale investire su una mobilità pubblica adeguata alla sfida della pandemia. I problemi legati ai ritardi, alle soppressioni, al sovraffollamento delle carrozze, al trasporto delle biciclette sui vagoni: sono tutte criticità conosciute ma mai risolte. Ora c’è anche la sfida legata al Coronavirus che impone distanziamento e sicurezza nell’utilizzo dei mezzi pubblici. Insomma, non c’è più tempo da perdere. Quest’opera è indispensabile”. Affiancare un binario a quello esistente però non basta. Per migliorare il sistema di integrazione dei trasporti serve molto di più. Le stazioni ferroviarie devono diventare importanti punti strategici di interscambio. In altre parole una stazione moderna, al passo con le necessità di una società post pandemica deve offrire anche postazioni per bike sharing (scambio e noleggio delle biciclette), postazioni per la ricarica delle auto elettriche, sistemi di videosorveglianza per la tutela dei viaggiatori e percorsi dedicati agli utenti dalla mobilità ridotta. “Vogliamo ribadire con forza – continua Marco Facchinotti – nei confronti della Regione e del Governo la richiesta unanime che arriva dalla Lomellina. Un territorio che chiede l’impegno concreto per il potenziamento della linea ferroviaria, opera che deve avere la priorità assoluta ottimizzando anche eventuali contributi straordinari quali, ad esempio, quelli connessi ai fondi europei del Recovey Fund”. Propositi che sembrano quasi uscire da un libro di fantascienza. La realtà è invece degna di un film horror. Infatti le ferrovie non riescono neppure a far funzionare le macchinette per timbrare i biglietti. Anche nelle piccole cose non c’è traccia di normalità. La cronaca quotidiana di un pendolare che oggi viaggia su una di quelle linee definite “minori” è costellata di disagi. L’unico interrogativo è su quale sarà quello di giornata. Il riscaldamento che non funziona, o che funziona troppo, le porte che non si chiudono, i ritardi che si avranno, se ci sarà posto sul vagone, se il convoglio si bloccherà in mezzo al nulla per il solito malfunzionamento. Eppure molti soldi sono stati spesi. In alcuni casi un vero e proprio fiume di denaro è letteralmente finito tra i binari. C’è stato il maxi investimento per sistemare la linea Mortara - Casale. Milioni di euro impiegati per riattivare la strada ferrata, ma nessun treno ha ancora mai viaggiato.

Luca Degrandi