Enzo Falcone, dottore-eroe senza le frontiere che combatte per il Terzo Mondo

Con la pandemia la famiglia Falcone non può rientrare in Vietnam. Enzo Falcone coordina quindi i lavori da Mortara, mentre collaboratori molto validi operano sul posto. Trovandosi qui da ormai due anni, il dottor Falcone sogna un progetto da avviare anche nella nostra città. Vorrebbe aprire un Ostello delle Culture, un luogo in cui svolgere attività e iniziative rivolte ad un’utenza indifferenziata, promuovendo la partecipazione e il coinvolgimento attivo di persone in condizione di difficoltà, offrendo ampie opportunità di impiego e utilizzo del tempo libero, a valenza formativa e socializzante. “Immaginiamo un luogo qui a Mortara – illustra Enzo Falcone – in cui le persone non solo possano finalmente re-incontrarsi ma anche partecipare ad attività ricreative, formative ed esperienziali per le quali è necessario uno spazio ben definito e attrezzato in modo da poter progettare interventi di prevenzione e contrasto alla solitudine e al disagio. Vogliamo realizzare uno spazio che sia anche simbolico, che rappresenta l’impegno di qualcuno verso qualcun altro. Dall’io ci spostiamo al noi”. Le attività che si andrebbero a svolgere all’interno della struttura sono molteplici: laboratori musicali e teatrali con la collaborazione di altre associazioni artistiche; seminari culturali e di approfondimento; laboratori culturali; laboratori di orticultura, bioagricoltura e valorizzazione dei prodotti locali con possibilità di vendita anche grazie a un bio-ristorante; organizzazione di visite guidate sul posto, per la riscoperta del patrimonio storico, artistico e culturale del territorio; organizzazione di passeggiate ed escursioni accessibili a tutti; organizzazione di eventi; collaborazioni con gli artisti e le associazioni. Manca soltanto il luogo fisico dove poter fare tutto ciò, ma il progetto sulla carta c’è. “Ci siamo trovati con la difficoltà di trovare uno spazio idoneo – afferma Enzo Falcone – ma abbiamo notato che qui a Mortara ci sono tantissimi immobili abbandonati inutilizzati. Noi abbiamo risorse umane che potrebbero aiutarci, e Mortara secondo me è un luogo perfetto per dare vita a un progetto di questo tipo. Mi sono stupito molto del fatto che qui ci sia un grandissimo fermento di associazionismo, volontà di fare e di costruire. Questo è bello. Ci sono tante realtà che si muovono dall’ecologismo all’impegno politico, all’impegno sociale, all’attenzione ai più deboli. Con queste associazioni mi piacerebbe lavorare per trovare un luogo adatto ad ospitare l’Ostello delle Culture”.

Massimiliano Farrell