Ecco “l’isola a metà”: un mese di test al sabato e alla domenica...serve solo per bar e ristoranti

“Un piccolo passo per l’uomo, una grande opportunità per il commercio... per chi la saprà cogliere”. L’assessore al commercio Luigi Granelli non vuole mica la Luna, gli basta la partecipazione dei bar e dei ristoranti compresi nell’area dell’isola pedonale. Sono sette in totale, tutti concentrati tra via Roma e corso Garibaldi. L’isola è soprattutto per loro, per quelle attività prive di dehor. Da sabato 15 maggio partirà la sperimentazione, che durerà per un mese, “dell’isola commerciale”, come l’ha ribattezzata lo stesso assessore. Stop alle auto dalle 19 alle 22 del sabato e dalle 11 alle 22 della domenica. Niente macchine in via Roma (da piazza Silvabella a corso Josti), nel tratto di corso Garibaldi compreso tra via XX settembre e via Luzzi, in Contrada San Lorenzo, via Cossato, via Tessera, via Avico e Contrada della Torre. L’iniziativa è stata presentata ufficialmente martedì mattina in sala giunta, con la partecipazione del sindaco Marco Facchinotti, dell’isola presidente Ascom Edoardo Rossi e degli assessori Paolo Baldin, Margherita Baletti, Luigi Tarantola e Luigi Granelli. Proprio quest’ultimo, subito dopo l’incontro in municipio, è partito in “pellegrinaggio” verso le 7 attività commerciali per spiegare e far conoscere l’iniziativa. E per evitare il fallimento già visto nel lontano 2013 con il primo tentativi di isola pedonale coraggiosamente varato da Marco Facchinotti. A otto anni di arriva il tentativo bis, fortemente voluto da tutta la giunta, come sottolineato dal vicesindaco Luigi Tarantola. Ma il vero mattatore della conferenza stampa è stato Luigi Granelli. Alla fine, oneri e onori saranno i suoi. “Al 70 per cento – spiega l’assessore al commercio – è un’isola commerciale pensata cioè per dare la possibilità ai bar e ai ristoranti di ampliare i propri spazi esterni. Senza fermare il traffico per loro sarebbe stato impossibile avere un dehor. Sarebbe ingiusto penalizzare le attività che non hanno la possibilità di usufruire di aree esterne. Ricordo anche che non ci sono costi di occupazione di suolo pubblico e basterà presentare al comando della Polizia locale la relativa richiesta. I bar che solitamente restano chiusi alla domenica possono provare a cambiare il giorno di chiusura, magari spostandolo al lunedì, in modo da verificare il successo dell’isola pedonale”.

Molto più marginale, relegato al restante 30 per cento, c’è l’aspetto “green”. Incentivare l’uso della mobilità leggera e favorire le passeggiare in centro costituisce un’appendice quasi trascurabile di tutto il progetto. Infatti con lo slogan di “nessuno rimarrà in dietro” Luigi Granelli si concentra anche sugli altri “casi particolari”. Promette spazi extra, ma solo alla domenica in concomitanza con l’isola pedonale, per il pub “Birre Vive” e il “Caffè d’autore” di corso Garibaldi. Sarà concesso loro di occupare un stallo blu in più rispetto a quello normalmente utilizzato nel corso della settimana settima.

“Per alcuni questa isola pedonale sarà troppo invasiva, per altri troppo poco coraggiosa – conclude Granelli – ma il mio scopo resta quello di sostenere il commercio locale, evitando di mettere in campo chiusure troppo invasive. Poi è chiaro che ci sarà sempre qualcuno che vorrà lamentarsi”. Il sindaco Marco Facchinotti invita invece i mortaresi a passare il fine settimana, almeno quelli dell’isola pedonale sperimentale, in città per dare una mano a bar e ristoranti di Mortara. Per la gita fuori porta c’è tempo tutta l’estate. “Sarebbe bello che anche i negozi – aggiunge il primo cittadino – a almeno le loro vetrine, rimanessero aperte alla domenica. Capisco che è tutto molto difficile, manca proprio la mentalità e la cultura della passeggiata in centro. A Casale Monferrato, oppure a Vigevano, è molto diverso. Lì le persone non si fanno problemi a camminare per il cento”. Infine la parola è passata al presidente Ascom. “Noi lavoriamo – commenta Edoardo Rossi – nella prospettiva del sostegno totale agli operatori del commercio. Affrontiamo tutti i gironi i problemi burocratici, quelli logistici e i difficili rapporti con le banche. Il nostro confronto con il Comune prosegue con una particolare attenzione sul rispetto delle tempistiche dei cantieri e sul sostegno economico da 100mila euro promesso dalla giunta. A queste priorità si aggiunge questa sperimentazione. Il timore era quello di un’estensione dell’isola a tutta la settimana. Un passo che, per abitudine e cultura, Mortara non è pronta a fare. Eppure l’anima volitiva e intraprendente dell’Associazione è sempre pronta a tentare nuove strade per rinvigorire un settore fortemente messo in crisi dalla pandemia”.

Luca Degrandi