E Mortara ha 30 nuove persone a spasso: la Microcast ha chiuso i battenti e la politica... guarda!

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Ma quale lavoro? Certamente non si tratta di quello che c’è a Mortara dove, il lavoro, si perde. Infatti con il fallimento della Microcast sono rimasti senza impiego trenta lavoratori. Il tribunale non ha autorizzato l’esercizio provvisorio e, pochi giorni fa, è stato dichiarato il fallimento della fabbrica. I sindacati chiedono ora l’immediata apertura della cassa integrazione per cassazione dell’attività al fine di dare un reddito alle famiglie che in questo momento si trovano in grave difficoltà. Ma ad occuparsi dell’emergenza lavoro non è solo la Fiom Cgil. Il caso è anche politico e coinvolge l’amministrazione cittadina chiamata in causa del consigliere di opposizione Giuseppe Abbà che chiede la convocazione di un consiglio comunale aperto. “Nonostante i lavoratori della Microcast – afferma l’esponente della minoranza - abbiano dato prove di pazienza e disponibilità, a suo tempo, con un contratto di solidarietà, la proprietà non ha risolto i problemi pregressi, anzi li ha aggravati con il trasferimento dei lavoratori allo stabilimento di Sasso Marconi e il pratico abbandono del sito produttivo di Mortara. Invece è stata avviata, da parte degli stessi proprietari, una procedura fallimentare, nonostante gli stessi abbiano dichiarato una ripresa delle ordinazioni. Considerata la perdita di posti di lavoro nella nostra città e le conseguenti difficoltà per i lavoratori e le loro famiglie, come già avevo fatto il 4 maggio 2021, senza purtroppo ottenere alcuna risposta da parte dell’Amministrazione comunale, chiedo la convocazione di un consiglio comunale aperto. Deve esserci un’assemblea pubblica che coinvolga i lavoratori della Microcast e delle loro organizzazioni sindacali, per discutere della vicenda di questa fabbrica”. Infine Giuseppe Abbà chiede anche la costituzione di un Comitato comunale sul lavoro e l’occupazione con la partecipazione delle forze politiche e sindacali. Dall’altra parte della barricata dello scontro politico c’è l’amministrazione. “In questi casi la giunta può fare ben poco – ammette il sindaco Marco Facchinotti – e convocare un consiglio comunale aperto, oltre ad essere una cosa inutile, è anche contro le attuali norme di contingentamento dovute al contenimento del Covid. Ovviamente esprimo la mia vicinanza nei confronti dei lavoratori, ai quali va tutta la mia solidarietà. Però non abbiamo margini di manovra quando si tratta di un fallimento di una fabbrica”. Eppure nel maggio scorso i rappresentanti sindacali della Microcast erano stati protagonisti di un incontro con il primo cittadino. In quell’occasione era anche emersa l’ipotesi di una dilazione del pagamento delle tasse comunali per i lavoratori Microcast residenti a Mortara. “Non è una strada percorribile – puntualizza Marco Facchinotti – altrimenti, per correttezza, dovremmo estendere un provvedimento di questo tipo a tutti i Mortaresi che negli anni hanno perso il lavoro o si trovano momentaneamente senza occupazione”.

Luca Degrandi