E’ arrivato il legno dalla Calabria, oggi partono i lavori al fontanile

Un ritardo di 164 giorni. I lavori di recupero del fontanile di Sant’Albino dovevano iniziare il 28 luglio 2021. Inizieranno invece oggi, 9 dicembre del 2021. E c’è anche da aggiungere un “forse”. Poi ci vorranno due mesi per il recupero di uno dei luoghi simbolo di Mortara. Un maxi ritardo dovuto alle difficoltà di reperire il legno di castagno necessario per realizzare le sponde della risorgiva. “La ditta incaricata – spiega l’assessore Marco Vecchio (nella foto) – si è giustificata dicendo che non riescono a reperire il materiale che aspettano dalla Calabria. A quanto pare il legno della Calabria ora è finalmente disponibile e mi è stato assicurato che i lavori inizieranno giovedì 9 dicembre. Mi aspetto che ora le tempistiche vengano rispettate, anche perché la pazienza ha un limite. Se mi è concessa la battuta, era più facile avere il legno consegnato dal Canada. In ogni caso i lavori, nonostante i ritardi, saranno comunque finanziati dal Gal”.

Infatti l’opera di recupero del fontanile è realizzata grazie ai soldi messi a disposizione dal Gruppo di azione locale. Il progetto esecutivo, firmato dal geologo Maurizio Visconti, prevede lavori per un importo complessivo di 99mila euro. Attualmente l’ambiente è fortemente compromesso da anni di assoluto abbandono dell’area. Il gioiello dell’abbazia è incastonato in una cornice da “brividi”. Da un lato la strada fantasma e incompiuta, lasciata a metà da diversi anni, che avrebbe dovuto collegare la chiesa alla rotonda dell’ospedale. Dall’altro il fontanile lasciato nell’incuria. Non possedendo un adeguato sfogo, il fontanile presenta acque stagnanti, torbide e ricoperte di fogliame. La staccionata perimetrale è ormai in stato di degrado e quindi da sostituire. In alcuni punti le sponde sono crollate all’interno del letto del fontanile. Inoltre, a causa della mancanza di manutenzione sono presenti numerose piante in pessime condizioni. Secondo quanto indicato nel progetto l’intervento dovrebbe costituire un nuovo equilibrio ecosistemico dell’area. Il primo passo è il ripristino della funzionalità idraulica del fontanile in modo che possa essere apportata acqua fresca e limpida, principale fattore di costituzione dell’ecosistema che caratterizza il fontanile. Per farlo il fontanile sarà completamente prosciugato per mezzo di idrovore. Infine le tre grosse piante che si trovano nei pressi dell’abbazia non verranno abbattute, come previsto in un primo momento e più volte suggerito dallo stesso assessore Marco Vecchio. Una posizione sulla quale è stato costretto a fare retromarcia dopo le insistente proteste degli ambientalisti. “Anche se le loro radici erodono la sponda del fontanile e le foglie cadute ristagnano nella risorgiva – conclude l’assessore - è stato pensato un sistema di manutenzione che ne evita l’abbattimento. Le piante saranno potate e abbassate di circa 50 centimetri”.

Luca Degrandi