Durante gli Internazionali d'Italia di motocross, il fruttivendolo vendeva magliette taroccate

OTTOBIANO - Era in possesso di una licenza di vendita per frutta e verdura, ma arrotondava prugne e albicocche con qualche maglietta taroccata. Anzi, decisamente molte magliette contraffatte. 240 quelle sequestrate dalla Guardia di Finanza di Vigevano domenica scorsa al circuito "South Milano" di Ottobiano. Mentre in pista si correvano gli Internazionali d'Italia di motocross, appena poco più in là si disputava un gran premio parallelo, quello del tarocco.

Ma non si trattava della gustosissima varietà di arance, che il titolare della licenza da fruttivendolo avrebbe potuto tranquillamente commerciare, bensì di articoli di merchandising taroccati delle più note aziende del mondo del motocross. Magliette e gadget spesso molto costosi, se originali ovviamenti, visto il grande seguito del mondo delle dueruote in Italia e nel mondo. E proprio il prezzo relativamente basso, circa 10 euro ad articolo, ha insospettito i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Vigevano, che domenica sono andati a fondo scoprendo la contraffazione. L'esercente, un 43enne di Pistoia titolare di una licenza per la vendita di frutta e verdura, arrotondava i suoi guadagni stampando artigianalmente e senza alcuna autorizzazione numerose T-shirt recanti i marchi contraffatti delle più note aziende motociclistiche, come KTM, Husqvarna e Honda, vendendole al pubblico senza emettere nemmeno lo scontrino fiscale.

Proprio il prezzo esiguo delle magliette, mediamente 10 euro per capo, ha insospettito i finanzieri, che a seguito di ulteriori accertamenti hanno scoperto la contraffazione. Le fiamme gialle hanno sequestrato dalla bancarella allestita nei pressi del circuito 240 magliette, esposte alla vendita al momento del controllo. Il merchandising che ruota ai margini dei più grandi eventi sportivi, di ogni genere, è continuamente oggetto di condotte illecite. I capi contraffatti, infatti, vengono venduti a prezzi esigui rispetto ai prodotti originali, inquinando il mercato e creando così concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori in possesso di  regolari licenze.

Ma al fruttivendolo di Pistoia questa volta è andata male, grazie alle fiamme gialle con l'attento controllo del territorio a presidio e tutela della legalità economico-finanziaria volta al contrasto della contraffazione e dell'abusivismo commerciale.