Dramma a Garlasco: il Coronavirus stronca i coniugi in poche ore

GARLASCO – Non si sono potuti dire reciprocamente addio, né hanno potuto ricevere dai due figli l’estremo saluto. I “drammi ai tempi dell’epidemia” sembrano senza fine. Uno dei più strazianti di tutti è capitato a due coniugi di Garlasco, lui di 66 anni e la moglie di 64. Carlo Morandotti e Lucetta Amelotti sono morti sabato scorso al policlinico San Matteo di Pavia, a circa 4 ore di distanza l’uno dall’altro. La loro figlia minore è anche lei positiva al Covid-19. Ricoverata, per fortuna non sembrerebbe in pericolo di vita. La prima ad ammalarsi era stata la donna, che lavorava in un laboratorio analisi e aveva prestato servizio in alcune case di riposo nella zona come infermiera. Il suo tampone è risultato positivo, effettuato dopo parecchi giorni dall’arrivo della febbre e degli altri sintomi. Il contagio si è subito esteso al marito, di professione agricoltore. Forse la signora Amelotti all’inizio, quando l’allerta non era ancora quella di una pandemia e tutti la prendevano alla leggera, aveva sottovalutato la situazione. Era rimasta a casa pensando di curare un malanno di stagione, quella che forse credeva essere una forte influenza. Invece era il Coronavirus, trasmesso poi al resto della famiglia. Con loro viveva infatti una delle due figlie, Clelia, di 28 anni. Anche lei è ricoverata. Le sue condizioni non sembrerebbero critiche. L’altro figlio di dieci anni più vecchio lavora come biologo in Toscana. Si trova ancora lì, in isolamento. Nessuno dei due ragazzi ha potuto salutare per l’ultima volta, in nessun modo, i genitori per via delle rigide restrizioni anticontagio. Sono stati avvisati al telefono. L’addio al mondo dei due coniugi è stato repentino e crudele. Sono rimasti uniti fino all’ultimo giorno. Prima, il 21 marzo, se ne è andato Morandotti. Quattro ore dopo ha avuto la stessa tragica sorte anche la sua amata Lucetta.