Dorno, pizzino oltraggioso in consiglio comunale

DORNO – Il progressivo ritorno alla normalità passa anche attraverso le pratiche istituzionali, come il consiglio comunale di nuovo aperto al pubblico. Doveva tenersi venerdì 12 giugno: un appuntamento anche carico di valenza simbolica, in quanto primo consiglio aperto dopo il lockdown, ma la seduta è stata sospesa a pochi minuti dal suo inizio. La sospensione è stata causata dal ritrovamento di un biglietto offensivo nella cartellina personale di un consigliere del gruppo di minoranza “Voi con noi per Dorno”. I rappresentanti del gruppo, ritenendo il fatto oltraggioso verso tutto il consiglio comunale, hanno abbandonato la seduta e dato comunicazione dell’accaduto con un post sui social corredato dalla fotografia del biglietto incriminato. “All’arrivo in sala consigliare un esponente dell’opposizione ha trovato questo biglietto offensivo all’interno della cartella personale, posizionata sul tavolo del consiglio in corrispondenza del proprio posto. Riteniamo che il fatto sia gravemente lesivo verso il consiglio comunale ed a quanto esso rappresenta. È la prima volta che un fatto del genere accade nella storia di questo Comune. Considerando che la sala consigliare è certamente luogo sottoposto a controllo degli accessi (e non solo per l’attuale emergenza sanitaria), è plausibile che tale vergognoso messaggio sia stato deposto da una persona che può averne libero accesso?”. Alla luce di queste considerazioni il gruppo di minoranza non usa mezzi termini: “Chiediamo che il sindaco prenda l’impegno di identificare, senza indugio alcuno, il responsabile di tale ignobile atto e voglia prendere ogni provvedimento rivolto a reintegrare pienamente l’onorabilità della istituzione da lui presieduta”. La maggioranza ha subito pubblicato un comunicato in cui definisce l’episodio increscioso ed esprime vicinanza e solidarietà al consigliere e si dissocia dall’accaduto, annunciando che il sindaco Francesco Perotti si recherà presso la caserma dei carabinieri per presentare un esposto sull’increscioso accaduto.

Marta Mocellin