Dopo 40 anni aggiornata la “mappa” Ecco le vie Giovanni Paolo I e Alberto Baraté

Trovare la sede della ditta Agrorisorse in via Einstein sarà presto impossibile. Ma non è l’impianto di trattamento fanghi ad aver lasciato Mortara. A cambiare è invece la denominazione della strada su cui insiste l’impianto più contestato della città: diventerà “via Alberto Baraté”. Ora la via non ha nome, ma sul web la sede di Agrorisorse è indicata in via Albert Eistein.

Non è l’unica novità toponomastica che riguarda l’aera Cipal. Infatti nasce anche via Giovanni Paolo I. Lo scorso 29 giugno è stato siglato l’atto di acquisizione delle opere di urbanizzazione nell’ambito dell’area Cipal. Un passaggio di proprietà e competenze che comprende anche via Ettore Majorana ed Emilio Segrè che sono pertanto entrate a far parte del patrimonio del Comune. “Pur non essendo trascorsi 10 anni dalla scomparsa di Alberto Baratè - spiega il sindaco Marco Facchinotti – abbiamo deciso di richiedere al Prefetto l’autorizzazione in deroga per l’intitolazione della strada al fondatore dell’omonima ditta che si trova in quella via”.

Dal 1981 lo stradario cittadino non veniva aggiornato.

Da allora si sono aggiunte circa 50 nuove vie, la maggior parte realizzate con le lottizzazioni dei primi anni 2000. L’amministrazione ha deciso quindi di mettere tutte queste informazioni on-line. Attraverso il sito del Comune sarà possibile accedere alla banca dati topografica della toponomastica cittadina che è in fase di digitalizzazione. Il percorso di digitalizzazione della macchina amministrativa è iniziato nel settembre del 2019 con l’informatizzazione delle pratiche edilizie.

Il prossimo passo riguarda la toponomastica. L’immensa banca dati cartacea, mai aggiornata dal 1981, verrà resa disponibile sul supporto GIS, cioè sul Geographic Information System. Una sorta di Google Maps del Comune. L’obiettivo è quello di rendere la pubblica amministrazione la più smart e tecnologica possibile. Attraverso il portale dell’ente pubblico sarà possibile visualizzare la fotografia dall’alto degli oltre 5mila e 500 numeri civici presenti a Mortara.

Luca Degrandi