Donne contro la violenza domestica: dalla protesta alla proposta

Cento firme in poche ore e ancora centinaia di adesioni ogni giorno continuano ad arrivare agli Stati generali delle donne per sostenere la proposta partita lo scorso 25 marzo e chiamata “Dalla protesta alla proposta”, con gli Stati continuano a combattere l’emergenza della violenza domestica sulle donne in questo tempo di grave crisi sanitaria. Dopo la lettera indirizzata alle sedi del governo che il coordinamento aveva inviato nel mese scorso per chiedere aiuti immediati per le persone, uomini e donne, che ne avessero bisogno al fine di combattere la violenza tra le mura domestiche, ora le donne degli Stati generali hanno fatto un ulteriore passo avanti, presentando una proposta indirizzata al Presidente del consiglio Giuseppe Conte, al ministro della giustizia Alfonso Bonafede e delle pari opportunità Elena Bonetti per un nuovo impianto normativo che ponga le basi per una soluzione definitiva al dramma della violenza domestica, sottoscritta . “Si tratta di una richiesta per la variazione di un articolo di legge – spiega Isa Maggi (nella foto), coordinatrice nazionale per gli Stati generali delle donne – un gruppo di giuriste degli Stati generali delle donne sono già al lavoro in questo momento insieme ai tecnici del ministero, perché principalmente vogliamo che anche nel nostro paese le forze dell’ordine possano intervenire in una situazione di violenza allontanando subito il maltrattante. Fino ad ora, infatti, in Italia sono sempre state le vittime a doversi allontanare dalla situazione di disagio, raggiungendo strutture protette dedicate. Ma sta proprio qui il cambio di paradigma: chiediamo che le forze dell’ordine possano avere subito l’autorità di prelevare il soggetto violento e che questo possa essere confinato da subito, in modo che non rimanga tra la gente con la libertà di fare ancora del male, ma piuttosto che venga aiutato a riconoscere la violenza, le proprie responsabilità in essa e venga di conseguenza seguito per apprendere le attitudini per una vita di non violenza”. L’urgenza di avere al più presto un piano giuridico che tuteli le vittime di violenza nasce da una situazione drammatica e purtroppo sempre più evidente in questi giorni già dolorosi. All’inizio dell’emergenza, infatti, è stato istituito un numero verde attivo su tutto il territorio nazionale, l’1522, per garantire assistenza in qualunque momento in caso di pericolo, oltre ad un servizio di sostegno a distanza promosso dagli Stati generali delle donne attraverso la piattaforma www.adottaunalavoratrice.it, pensato per riuscire a raggiungere gli aiuti alla velocità di un solo click. In queste settimane dove il restare a casa è fondamentale per la tutela comune della salute, tuttavia, le telefonate al 1522, sono diminuite, a confronto dell’aumentata richiesta di consulenze tramite la piattaforma online, dati che indicano chiaramente l’impossibilità delle vittime ad avere una conversazione telefonica che le possa esporre ad ulteriore violenza con l’aggressore allo stesso modo chiuso in casa, scegliendo piuttosto messaggi silenziosi e soprattutto nascosti al maltrattante. Oltre ad una migliore gestione delle situazioni singole di violenza, gli Stati generali chiedono e si impegnano inoltre nella promozione di campagne d’informazione e sensibilizzazione nazionali, oltre che in provvedimenti di formazione destinati a specialisti, spingendo nell’attivazione della collaborazione e del coordinamento tra tutti gli enti e le associazioni pubbliche e private che agiscono contro la violenza di genere. Una battaglia coraggiosa che chiede ancora la partecipazione di nuovi nomi, attraverso il sito www.statigeneralidelledonne.com dove, seguendo il riferimento “Dalla protesta alla proposta” si può ancora sottoscrivere la lettera di presentazione delle richieste per combattere questa emergenza nell’emergenza.

Beatrice Mirimin