Don Giovanni Zorzoli: c’è la fama di santità


MORTARA - E’ stato un uomo di Dio, è stato un uomo per Dio. Un uomo fuori dall’ordinario, che ha voluto e saputo fare del bene al prossimo. Questa è l’estrema sintesi di come è stato tratteggiato don Giovanni Zorzoli durante il convegno “virtuale” che si è svolto domenica scorsa, 11 ottobre, giorno in cui ricorreva il quinto anniversario della sua morte. E, in conclusione del convegno, è arrivata la toccante testimonianza del vigevanese Livio Guarnieri che ha ricordato un episodio che, a distanza di 5 anni,l’ha fatto commuovere ancora una volta. Guarnieri si era avvicinato a don Giovanni per essere aiutato spiritualmente, cosa che puntualmente avvenne. E lo stesso Guarnieri rimase inevitabilmente legato al sacerdote mortarese. Quando don Giovanni è ricoverato in ospedale, Guarnieri e la moglie lo vanno a trovare. Il sacerdote, che si sarebbe spento dopo pochi giorni, gli disse: “Questa visita vi sarà ricambiata”. Poi venne il giorno dei funerali di don Giovanni e Guarnieri vi prese, ma faticando molto. Aveva notevoli problemi fisici, tanto che il referto di una risonanza magnetica al piede destro gli preannunciava tre interventi chirurgici. Ma non volle mancare ai funerali di don Giovanni, celebrati a Mortara il 13 ottobre 2015, nonostante l’evidente difficoltà a camminare. Tre giorni dopo i funerali, Livio Guarnieri si svegliò e il dolore era improvvisamente svanito e riusciva a camminare perfettamente. Inevitabilmente chi ha ascoltato questo racconto ha subito ripensato alla frase pronunciata da don Giovanni allo stesso Guarnieri: “Questa visita vi sarà ricambiata”. Molti gli interventi significativi che hanno tratteggiato la complessa personalità di don Giovanni: da quella di Alessandro Marangoni a quella di Marco Ferraresi, da quella di Paolo Zeccara a quella di don Gianni Camana e di don Paolo Ciccotti. E proprio don Ciccotti ha ricordato la particolarità del ministero: “Quello di don Giovanni è stato un ministero di discesa agli inferi, di guarigione e di liberazione. - ha spiegato don Ciccotti - L’esorcismo combatte la povertà che è data dalla possessione del maligno, Dio nel liberare guarisce nella fede la persona. Don Giovanni durante l’esorcismo insegnava alle persone a pregare. Il demonio non si vince ignorandolo, ma combattendolo”. Queste testimonianze rafforzano un diffuso sentimento comune che vede molte persone riconoscere l’integrità morale della vita di don Giovanni, una vita esemplare arricchita dalle virtù cristiane incarnate nella loro pienezza. “Il bene che ci ha trasmesso don Giovanni - questo l’invito di don Gianni Camana - dobbiamo trasmetterlo agli altri”. La vita di don Giovanni è stata una benedizione per Mortara e per tutte le persone che hanno incrociato i suoi passi, stretto le sue mani, messo gli occhi nei suoi occhi. Alla luce di quanto emerso nel convegno di domenica scorsa non si può non chiedersi se valga la pena indagare maggiormente sulla vita e sulle opere di don giovanni Zorzoli. Un’indagine che deve essere condotta dalla Chiesa e che può portare all’apertura di una Causa di beatificazione. “Certo, serve il parere di un’autorità che in questo caso non è certo la mia, - ha commentato il sindaco Marco Facchinotti, da sempre legato a don Giovanni - ma se dipendesse da me direi sicuramente di sì”. Facchinotti e Mortara, non hanno dubbi.