Debutta la Via... “fanghigena”: odori insopportabili e Forti fa intervenire la Polizia locale

MORTARA - Per alcuni assomiglia alla puzza di baccalà marcio, per altri è semplicemente nauseante. Resta il fatto che nelle campagne cosparse di fanghi l’aria è spesso irrespirabile. E anche una passeggiata in periferia può diventare un “tour della puzza”. Una situazione ormai insopportabile, tanto da spingere l’ex consigliere comunale Teresio Forti a chiedere l’intervento della Polizia Locale per denunciare la situazione di una strada vicinale cosparsa di residui fangosi. Gli agenti del comandante Davide Curti sono immediatamente intervenuti, nei pressi della Madonna del Campo, e la strada è stata ripulita. Ma non potrà essere sempre così. Tanto più che in questi giorni, come ogni anno, l’attività di smaltimento dei rifiuti nei campi coltivati è in pieno svolgimento. Meno assidui, invece, sono i controlli. Da anni Arpa e la Provincia si auto assolvono sostenendo di avere poco personale. “Un mattino – racconta Teresio Forti – di alcuni giorni fa, durante la mia passeggiata quotidiana, ho notato che erano stati sparsi fanghi nei campi attorno alla Madonna del Campo. Oltre alla notevole puzza, la strada per cascina Bellardona, una strada che parte dall’incrocio tra via Belvedere e via De Cantiano in direzione di detto cascinale, era notevolmente sommersa da residui fangosi. Ho telefonato al comando dei vigili urbani e devo dire che, grazie al loro intervento, la strada fu in seguito ripulita. Ringrazio i vigili urbani, ma voglio sottolineare ancora una volta alcune necessità, come da anni abbiamo fatto come partito della Rifondazione comunista. Torno sulla posizione che abbiamo sempre tenuto su questo problema, ad esempio il fatto che la quantità di fanghi sparsa sul nostro territorio è assolutamente insopportabile”. Ben il 25 per cento della produzione nazionale di quello che a tutti gli effetti è un rifiuto, è smaltito in provincia di Pavia.

“Questa quantità – prosegue Teresio Forti – deve essere drasticamente ridotta con un’adeguata programmazione e anche cominciando ad organizzare ed incentivare un’agricoltura diversa per evitare l’impoverimento dei terreni, l’inquinamento delle falde acquifere. Così come deve essere evitato il proliferare di aziende che trattano i fanghi. Notiamo purtroppo che queste aziende vengono addirittura incentivate da Regione Lombardia come innovative. La Regione Lombardia, inoltre, consente una percentuale di idrocarburi nei fanghi molto alta rispetto ai regolamenti di altre regioni. Su questi argomenti ci siamo spesi con dichiarazioni, mozioni nel Consiglio comunale, con la partecipazione ad iniziative varie”. C’è una misura che però potrebbe essere presa subito dall’amministrazione comunale. Servirebbe anche del coraggio per firmare un’ordinanza che vieti l’utilizzo dei fanghi sul territorio comunale.

“A questo punto – conclude Teresio Forti – chiediamo, almeno, che l’amministrazione comunale adotti la misura di distanziamento dello spargimento fanghi di 500 metri dall’abitato. Naturalmente per abitato intendo anche le frazioni. Tale misura potrebbe dare un certo respiro. Purtroppo l’amministrazione leghista, che aveva adottato questa misura alcuni anni fa, l’aveva ritirata dopo alcuni giorni, temendo la via legale da parte delle ditte. Tesi senza fondamento, in quanto, Comuni che avevano preso ordinanze simili, si erano visti riconoscere le loro ragioni dal Tar o dal Consiglio di Stato”.