Dalla valigia di eterno viaggiatore, l’ultima fatica di Pietro Semino


“Le ricette della bellezza. Proposte culinarie, astuzie ed eccezioni ai fornelli per stare bene ogni giorno”.

Già dalla copertina del volume edito da Kiwi si capisce tutto. Colori, ingredienti salutari, un’attenzione estrema allo star bene.

Ritorna Pietro Semino con l’ultima pubblicazione di un elenco sterminato. Genovese di nascita, residente a Pavia, a lungo collaboratore del Caffè, inserto culturale de L’Informatore Lomellino, si occupa da molti anni dei rapporti fra cibo e salute.

“Siamo ciò che mangiamo: per stare bene, vederci al meglio e avere le energie che ci servono - spiega Semino - sappiamo che dobbiamo nutrirci adeguatamente, e le regole di una sana alimentazione non sono più un segreto per nessuno. Allora perché è ancora così difficile raggiungere questo obiettivo? Possiamo fare molto per noi stessi con pochi semplici accorgimenti, e naturalmente le ricette giuste: il segreto è non perdere il piacere di cucinare e di mangiare”.

Con tante ricette dall’antipasto al dolce, dai centrifugati alle salse, dal tofu agli gnocchetti, “Le ricette della bellezza” suggerisce proposte culinarie e astuzie a beneficio dello stare bene, del buonumore e di uno stile di vita dinamico e “solare”, per battere sul tempo l’intorpidimento, la sensazione di appesantimento e anche i chili che non vogliamo più. Ci guida a scegliere gli ingredienti, colorare e condire piatti super gustosi e super nutrienti, certamente concedendo qualche “distrazione” culinaria ed eccezione ai fornelli, troppo rigore non ci porta lontano... Mangiamo con gusto: migliora la circolazione, i fianchi si sgonfiano e la pelle è più luminosa.

Con la sua scrittura delicata e autorevole, Pietro Semino compone le ricette per farci alzare da tavola soddisfatti e non appesantiti, ben nutriti e quindi più forti, insomma più contenti, e la felicità è il primo ingrediente della bellezza. Per preparare i piatti di Semino non sono necessarie particolari abilità in cucina, né lunghi tempi di preparazione; sono sufficienti curiosità, perseveranza e molta voglia di cambiare, rivisitando, come autentici cuochi e cucinieri, degustazioni gourmet.

Il libro è diviso in capitoli rigorosi. Succhi e spremute disintossicanti, antipasti, primi piatti, uova, salse, pesci, carni, altri secondi vegetariani, insalate, legumi, dolci, gelati e sorbetti, altri dessert, decotti e infusi diuretici, the. In totale più di 150 ricette. Ingredienti semplici, preparazioni non elaborate ma a volte inconsuete (come gli spaghetti al luppolo) e che non esitano ad attingere a ingredienti light ma nutrienti, come il tofu. È enorme e affascinante l’universo di Pietro Semino: si consiglia di partire da quest’ultimo libro e andare a ritroso. L’ha scritto in un anno, ma segue decenni di viaggi instancabili – prima della pandemia – e di divulgazione anche sui blog. Sono trenta le sue pubblicazioni, guide turistiche comprese.

“La cucina tra 10 o 15 anni – aggiunge – vedrà la diffusione di proteine alternative. In nome della sostenibilità. Insomma: alimenti biologici e sostenibili, a base vegetale ma non esclusivamente”.

Una ricerca costante che tocca la sensibilità alla qualità del cibo, l’attenzione agli ingredienti, lo sguardo verso la componente etica di quello che si mangia.

L’autore dedica una ricetta ai lettori.

La ricetta per i lettori del Lomellino: triglie di scoglio all’arancia

Ingredienti per 4 persone: 400 g di trigliette, 4 cucchiai di succo d’arancia, 3 cucchiai di olio di oliva, 1 puntina di aglio in polvere, acqua qb. Per guarnire: spicchi d’arancia qb. Pulire le triglie, lavarle in abbondante acqua, scolarle bene e sfilettarle. In una teglia preparare un intingolo a base di succo d’arancia, olio e aglio. Adagiare in questo sughetto i filetti di pesce, mettere il recipiente in forno a 190° e far cuocere per 5 minuti. Servire le triglie con il loro sugo. Guarnire con spicchi d’arancia privati della pellicina e dei semi.