Dal vivaio del BT Battaglia Mortara alla Serie B a Teramo. Il grande balzo di Mattia Sacchi

L’estate della maturità arriva per tutti. Un ciclo, scandito dagli orari scolastici, dalle materie più o meno ostiche, dalle verifiche e dalle interrogazioni, dall’interazione quotidiana con i compagni, che si chiude.

Per Mattia Sacchi l’estate del 2022 è stata contrassegnata da questo rito di passaggio obbligato, ma ne ha portato con sé un altro, la fine di un altro ciclo e l’inizio di una nuova avventura. La sua grande passione, il basket, l’aveva visto muoversi, finora, entro il territorio protetto della società con cui aveva mosso i primi passi, il Basket Team Battaglia. Fin dai primi anni delle giovanili aveva messo in evidenza una grinta notevole e quella mancanza di paura unita a una naturale sfacciataggine che, a volte, valgono più delle doti tecniche. Grazie a questo mix di talento e incoscienza era riuscito a far parte, fin da giovanissimo, del giro della prima squadra (con una partentesi in serie B, a Pavia, nella stagione dell’emergenza Covid) e ora, prima di avere compiuto i vent’anni, è pronto a lasciare la casa madre e approdare in un’altra regione, un’altra realtà, un altro mondo.

Dalla settimana scorsa, infatti, Mattia Sacchi è diventato un giocatore della società Teramo a spicchi, che da tre anni milita nel campionato di serie B.

Sei pronto a partire per la nuova destinazione?

“Per ora, dopo l’esame di maturità, sto trascorrendo una vacanza con la mia ragazza sul lago di Garda, e penso solo a rilassarmi e a stare bene. Gli allenamenti a Teramo inizieranno nella seconda metà di agosto".

Da quel momento dovrai imparare a gestirti da solo, dimenticare di essere un ragazzino supercoccolato, e cimentarti con la cucina, l’appartamento da tenere in ordine…

Ti stai “allenando” per tutte queste novità?

“Condividerò la casa con un paio di compagni, la società ci garantisce anche il pasto serale, a mezzogiorno imparerò ad arrangiarmi, come hanno fatto tutti quelli che hanno scelto di tentare la sorte lontano da casa”.

Cosa ti ha portato a scegliere Teramo o, meglio, a farti scegliere da Teramo?

“Il nuovo allenatore, ingaggiato da inizio giugno, Andrea Gabrielli (nato a Pesaro nel ’76, ha fatto una lunga gavetta in Trentino tra giovanili élite, serie C e B, per approdare l’anno scorso, sempre in B, a Senigallia), ha la fama di uno che ama mettere alla prova i giovani. La stagione che sta per iniziare, per me, sarà l’ultima da under e dovrò cercare di giocarmi al massimo questa chance. Il mio scopo non era tanto quello di finire in un roster di serie B per “fare curriculum”, ma quello di far parte di un gruppo in cui potrò, se lo merito, trovarmi i miei spazi. Con il coach, finora, ho parlato solo al telefono e, tra l’altro, mi ha detto una cosa che mi è sembrata molto importante, il fatto, cioè, che lui ama giocare con il doppio playmaker, il che dovrebbe garantirmi (se mi impegnerò seriamente e ascolterò attentamente le sue indicazioni) un minutaggio importante”.

Per immetterti in questo circuito, hai dovuto affidarti a un procuratore. Come hai fatto a sceglierlo?

“L’idea di misurarmi con me stesso e di cercare di diventare un giocatore a tutti gli effetti era già ben radicata dentro di me. A fine stagione, sono stato contattato direttamente da più di un procuratore, ma, prima di fare una scelta così importante per il mio futuro, ho preferito parlarne con Alfonso Zanellati, che, conoscendomi e sapendo ciò di cui avevo bisogno, mi ha consigliato l’agenzia Sport Project Agency di Fabrizio Campanello (che conta tra i suoi assistiti alcuni giocatori che hanno giocato con la maglia dell’Expo, come, ad esempio, Pontisso e Rinaldi), con sede a Gorizia e che ha fama di serietà e professionalità”.

Nevina Andreta