Dal rischio playout all'ultimo treno preso al volo per i playoff: Expo domani contro Gallarate

PARONA - Tre settimane fa, dopo la débacle di Cremona, l’Expo, uscita sconfitta con 25 punti di scarto dopo il match con Sansebasket, era attanagliata dalla paura di non riuscire a salvarsi direttamente e di essersi ormai così involuta, da rischiare addirittura la retrocessione. La società aveva persino preso in considerazione l’idea di correre ai ripari con un innesto dell’ultim’ora, perché nessun messaggio positivo riusciva a penetrare la cappa di negatività che gravava sul gruppo. Quando quello stesso insieme mal combinato di giocatori senza più guizzi vincenti, nelle ultime gare in programma, si è trasformato in una lucida macchina da guerra, capace di mettere al tappeto Nembro e Busnago, guarendo improvvisamente dal mal di trasferta, già era sembrato una sorta di miracolo, reso concreto dalla certezza di avere acquisito la salvezza diretta. Restava l’ultimo appuntamento casalingo, contro Ospitaletto, che, a sua volta, sgomitava per non finire invischiata nel perverso meccanismo dei playout e cercava di agguantare, proprio a Parona, la sua ultima chance. Riuscire a batterli è stata un’autentica impresa, che ha portato l’Expo, ormai contro ogni pronostico, a cogliere l’ultimo treno per i playoff, quella diciottesima posizione, che la opporrà di nuovo alla prima della classe, Gallarate. I lomellini partono molto bene, tanto che gli avversari vanno a segno per la prima volta solo al 5’ (8-2). Tempo un paio di minuti e, trascinata dai suoi veterani Mora e Chiarello, Ospitaletto raggiunge la parità (10-10 all’8’). Con una tripla di Graziano arriva il primo vantaggio ospite (13-14 al 13’) e da quel momento l’Expo si troverà a rincorrere, in affanno. Sulla sirena dell’intervallo Dalovic indovinava la tripla del massimo vantaggio (24-29). Al 28’, a un errore di Sacchi rispondeva Crescini con la tripla che portava a +8 (35-43), e a fine terzo quarto il gap era ancora di 5 punti (40-45). Il pareggio arrivava al 31’, con una tripla di Bazani e un importantissimo tiro da fuori di Muzio (45-45). Intorno al 36’ Garcia usciva dal campo accusando forti dolori alla schiena, al 38’ Ospitaletto mostrava un ultimo guizzo di vitalità riportandosi a +3 con una tripla di Ghitti, Sacchi replicava subito (55-56) e Muzio ribaltava di nuovo (57-56), poi Bazani, con un magico gioco da 4 punti (bomba più libero) portava i suoi a distanza di sicurezza (61-56).

EXPO-OSPITALETTO 65-57 (13-14; 11-15; 16-16; 25-12) EXPO: Bettanti 2, Sacchi 15, Monacelli 2, Bazani 26, Garcia 6, Muzio 14, A. A. Facchi, Lonati. N.e.: Invernizzi, M. Facchi, Pirovano. All.: Zanellati; vice: Gerosa. OSPITALETTO: Mora 14, Crescini 10, Graziano 9, Ghitti 7, Prestini 5, Chiarello 4, Dalovic 4, Marelli 4, Zanardi. Ne: Delbono, Migliorati. All.: Tritto.

“Partita molto tesa e contratta – spiega Alfonso Zanellati – ma non c’era da aspettarsi nulla di diverso, vista la posta in gioco. Vincere era tutt’altro che scontato, contro una squadra dotata di elementi molto esperti e decisamente più abituati a gestire situazioni al limite come questa. Non si può dire che abbiamo giocato bene, ma chi conosce le squadre di Tritto, sa che la sua ricetta è proprio quella di mettere in campo formazioni aggressive, fisiche, brave a mettere costantemente le mani addosso all’avversario. Questo atteggiamento reiterato ci ha sicuramente messi a dura prova, tant’è che, periodicamente, ci disunivamo e qualcuno era tentato di risolverla con i personalismi. Abbiamo chiarito che con l’individualismo saremmo finiti in difficoltà, ed è emerso nuovamente il carattere, siamo riusciti a portare allo scoperto uno straordinario residuo di risorse interiori che ci hanno consentito di ribaltarla, con, a tratti, giocate da pazzi, ma, in certi frangenti, le situazioni le risolvi solo facendo cose da pazzi. Sono molto contento della prova di tutti, ma citerei, in particolare, Matteo Bettanti, che ho catapultato nel match nel suo momento più delicato e lui, pur così giovane, proprio in quel contesto difficile è riuscito a mettere ordine e testa”.

Nevina Andreta