Dal Prefetto per salvare le sezioni delle medie. La città fa rete e dichiara la lotta di... classi

MEDE – Tutti uniti per la scuola media. Una battaglia che vuole salvare le tre classi prime: non due, come è nei piani dell’Ufficio provinciale scolastico di Pavia ma una in più, come è sempre stato all’istituto comprensivo Massazza. Tutti, il sindaco, il dirigente scolastico e i genitori portano avanti una lotta che arriva fino al tavolo del Prefetto, Rosalba Scialla. L’assemblea è prevista per oggi, mercoledì. Oltre al sindaco di Mede Giorgio Guardamagna ci sarà anche il presidente della Provincia, Vittorio Poma (nella foto). Si è interessato alla questione anche Marco Maggioni, deputato in parlamento in forza alla Lega. Forse questo incontro non sarà l’unico passaggio: dopo l’assemblea nella Prefettura di Pavia sarà la volta di un tavolo di lavoro per ascoltare i rappresentanti dei genitori. La preoccupazione per settembre è quella di avere soltanto due classi di prima media alla scuola secondaria di primo grado di Mede, nella sede storica di corso Italia. I ragazzi uscenti dalle tre quinte elementari sono 55. Divisi in due, saranno 27 e 28. Come certificato dai tecnici, le aule nell’istituto di proprietà comunale non possono contenere più di 25 persone, insegnanti compresi. Quindi 23 allievi al massimo, il professore e l’insegnante di sostegno. Due alunni, infatti, necessitano di quest’ultima. Quale sarebbe la soluzione? Quella di istituire dei turni? Ancora non si sa. Ma qualsiasi altro sistema che non sia quello normale, cioè di mandare gli alunni in classe tutti insieme come è sempre stato, non viene digerito. “Stiamo interessando Prefettura, Provincia e Ufficio scolastico territoriale di Pavia – dichiara il sindaco di Mede Giorgio Guardamagna, in trincea fin dall’inizio – per sollecitare la formazione di tre sezioni di prima media, a fronte dell’uscita di tre classi di quinta elementare. La proposta che è arrivata è di sole due. Mi sembra che questa situazione necessiti della nostra attenzione, considerato il forte malumore in città da parte dei genitori che non si spiegano come possano essere presenti quasi 60 ragazzi in due aule, mentre sempre sono stati ripartiti in tre”. È altrettanto combattivo Rodrigue Serafini, genitore e presidente del consiglio d’istituto. “Non è tanto la didattica il problema – aggiunge – anche se classi da 28 sono numerosissime, quasi ingestibili già normalmente. Non sappiamo come saranno a settembre le restrizioni anti contagio. Se non cambiassero, si prospetterebbe una didattica a turni. Dobbiamo veramente mandare a scuola i nostri figli una settimana su tre, con le altre lezioni online? Al contrario, se non ci fosse più nessun vincolo, per normativa la classe può contenere 25 persone al massimo ma sarebbero 30, tra ragazzi e insegnanti. Dove mettiamo gli altri? Se succedesse qualcosa, di chi sarebbe la responsabilità? Mi sembra evidente che l’unica soluzione sia quella di avere tre sezioni di prima media, come è sempre stato. La normativa vuole che i limiti siano di 18 alunni, minimo, e di 30 al massimo. Noi avremo 18, 18 e 19. D’accordo che una classe in meno taglierebbe i costi. Ma sarebbe davvero un risparmio per tutti quello di costringere alcuni a mandare i propri figli alle scuole medie di Lomello, o di Sartirana? Noi chiediamo di essere ascoltati”. Anche Paola Guaschi, il dirigente scolastico, con più di una mail ha evidenziato la necessità di tre sezioni.

Davide Maniaci