Da Giovanni Patrucchi a Carlo Protti: Italia Nostra da 50 anni a difesa della cultura lomellina

L’atto ideale di nascita della sezione Lomellina di Italia Nostra risiede nel cuore intellettuale della Mortara anni ‘70. 50 anni fa, il 9 febbraio 1972, nasceva ufficialmente la sezione locale dell’associazione che oggi festeggia le sue nozze d’oro. Un amore tra gli associati e la città di Mortara che non accenna ad affievolirsi. Una passione tramandata dai padri fondatori che firmarono la richiesta di costituzione della sezione lomellina: Giovanni Patrucchi (storico presidente, nella foto), Riccardo Tacconi, Giuseppe Bonfanti, Anna Raimondi, Caro Alberto Magnani, Giovanna Anglese, Piero Nizzero, Marina Priori, Giancarlo Bacchella, Elisabetta Giuliano, Ezio Bazzano, Aldo Leva, Gian Carlo Costa, Gino Testori, Gian Carlo Torti, Maria Valeggiani. Oggi Italia Nostra ha un sede presso i locali concessi dalla curia in corso Garibaldi, mentre il presidente è Carlo Protti. “In 50 anni di attività – racconta Carlo Protti – abbiamo realizzato decine di restauri, abbiamo organizzato mostre e convegni, dato alle stampe 23 volumi delle collana Archivio lomellino, altri 5 volumi dei Quaderni di archivio lomellino. Una collana di opere che servono a far conoscere la città e il territorio. Senza questa opera divulgativa molti gioielli della nostra città sarebbero ora dimenticati e abbandonati”. Ma la raccolta di documenti e volumi in possesso della sezione locale di Italia Nostra è sconfinata. Un patrimonio culturale dal grande valore. Servirebbe anche una sede adeguata per conservare e rendete fruibile alla cittadinanza questo patrimonio. Purtroppo, però, l’amministrazione cittadina non ha mai manifestato un reale interesse verso la raccolta che Italia Nostra sarebbe disposta a regalare all’ente pubblico. Eppure la biblioteca di via Veneto sarebbe la “sede naturale” del materiale raccolto da Italia Nostra. “La nostra ultima produzione per quanto riguarda Archivio lomellino – continua Carlo Protti – è un volume sul celebre medico e filantropo mortarese Cesare Bressa, mentre per la collana dei Quaderni abbiamo dato alle stampe una ricerca su Francesco Pianzola. Uno scritto che descrive la sua figura dal punto di vista storico e non da quello religioso”. In questi 50 anni l’associazione ha centrato numerosi successi, ma anche dovuto fare i conti con alcune delusioni. Tra queste c’è il mancato recupero del Teatro, oppure lo stato di degrado in cui versa palazzo Lateranense. Si tratta di due monumenti preziosi che rappresentano altrettanti “ferite sanguinanti”. Il teatro è ridotto a dimora dei piccioni. Eppure un decennio fa era in programma un primo investimento da parte dell’amministrazione per il recupero del ridotto. Negli ultimi due lustri il rapporto tra l’Associazione e la politica locale si è molto raffreddato. Da parte delle amministrazioni che hanno governato nell’ultimo decennio c’è stata soprattutto indifferenza. La prova ne è la scarsa attenzione della maggioranza durante gli eventi di presentazione delle pubblicazioni di Italia Nostra. Altro problema irrisolto: quello della sede. Italia Nostra aveva chiesto al municipio una stanza presso un edificio pubblico, senza ottenerla. Ora la sede di corso Garibaldi è una gentile concessione della parrocchia. Però Carlo Protti preferisce guardare al futuro: “un obiettivo che ci siamo posti posti per il 2022 è raccolta di risorse per la salvaguardia e il recupero della casa della mondina, l’immobile di proprietà dell’Agenzia delle entrate. È un patrimonio da preservare e valorizzare. Poi vorremmo proporre la creazione di un punto informazione dedicato ai visitatori. Mortara ha molto fa offrire dal punto di vista culturale, artistico e architettonico. Però chi si reca in visita qui trova difficoltà nel reperire informazioni o materiale illustrativo. Serve un luogo di riferimento e orientamento dedicato ai turisti. Se non si parte da queste cose non si riuscirà mai ad incentivare e promuovere il turismo di prossimità”.

Luca Degrandi