Da Bruxelles all’ex Cablelettra per produrre mascherine: arriva Pakoff, colosso europeo del lusso

ROBBIO - Dalla vodka alle mascherine. Se c’è una cosa che questa emergenza sanitaria italiana, molto prima che globale, insegnerà alle generazioni future è che quando il tricolore chiama, il mondo intero risponde. Quello imprenditoriale, nel caso specifico. La Pakoff Global, azienda che opera nel settore dell’extra lusso, tra Bruxelles e Montecarlo, produrrà anche in Italia. A Robbio, negli stabilimenti della ex Cablelettra, sono iniziati ieri, martedì, i primi lavori di sgombero dei locali e di installazione della nuova linea di produzione. Ma dai macchinari non usciranno prodotti riservati ai palati raffinati e destinati a pochi privilegiati. Per vodka, caviale e abiti di lusso c’è tempo. Ora, la domanda da soddisfare è un’altra e soprattutto rivolta a tutti: dispositivi di protezione individuale, mascherine per difendersi dal contagio da Coronavirus. “L’idea iniziale – conferma Biagio Carà, imprenditore di origini italiane e amministratore delegato di Pakoff Global – era completamente differente. Avevamo individuato in Robbio la sede per la produzione in Italia dei nostri prodotti, un esclusivo abbinamento tra la vodka e il caviale e una linea di moda in particolare, ma l’emergenza sanitaria che sta coinvolgendo il mio Paese di origine ci ha messo di fronte a un’altra prospettiva, almeno in questa prima fase”. Una scelta dettata dal cuore più che dalle regole del mercato, ma la decisione è stata immediata. “Non abbiamo perso tempo – prosegue l’imprenditore belga – e in dieci minuti ci siamo confrontati e abbiamo preso la decisione di produrre le mascherine. In queste settimane l’Italia ha bisogno di questo e concretamente vogliamo dare il nostro contributo. Confidiamo tra una settimana circa di poter iniziare la produzione, anche se fare previsioni certe in questo momento è davvero un azzardo. Siamo in attesa innanzitutto dei macchinari, tutti costruiti in Italia, e della materia prima per cucire le mascherine. A installazione ultimata daremo il via alla produzione”. 5000 i pezzi giornalieri che potrebbero uscire dallo stabilimento robbiese già dalla fine della prossima settimana. Dieci, al momento, gli operai impiegati nella produzione. Ma in futuro potrebbero aumentare, quando la Pakoff inizierà a realizzare a Robbio il proprio marchio di fabbrica, la sua ricercatissima vodka abbinata al caviale e i capi di abbigliamento dell’esclusiva linea di moda. Dagli stessi macchinari che saranno utilizzati per confezionare gli abiti, usciranno tra pochi giorni le prime mascherine. “Dal punto di vista tecnologico – spiega Carà – realizzare abiti o mascherine poco cambia. Le operazioni di cucitura dei tessuti avvengono nello stesso modo, la differenza ovviamente è il tessuto utilizzato. Proprio per questo siamo in attesa della materia prima, merce rara da reperire in questo momento di lockdown, ma dobbiamo essere fiduciosi e ottimisti. Presto la Pakoff darà il suo contributo alla causa. E daremo la precedenza alle ordinazioni di mascherine provenienti dall’Italia”. Il benvenuto alla nuova azienda arriva anche dall’amministrazione di Robbio. “Quando un imprenditore robbiese che già collabora con la Pakoff Global ci ha presentati – svela il sindaco Roberto Francese – ci siamo capiti al volo. Siamo orgogliosi che un’azienda di così grande prestigio abbia scelto Robbio e da parte nostra daremo tutto il supporto necessario affinché la nuova fabbrica possa iniziare presto la produzione. Intanto di mascherine, ma l’obiettivo è estendere la produzione, dopo l’emergenza, a tutta la linea del marchio, dall’abbigliamento, alla vodka e al caviale. Hanno tante cose in programma per il futuro dello stabilimento robbiese”.