Cri: il carrello solidale per sfamare i bisognosi. E “respira” con 20 nuovi volontari provvisori

MORTARA - Cresce l’esercito dei nuovi poveri e nasce il “carrello solidale”. La spesa che aiuta chi non ce la fa più. Si tratta di decine di persone messe economicamente in ginocchio da una quarantena che, oltre a rallentare la diffusione del virus, sta mettendo sul lastrico le molte persone senza lavoro e senza stipendio. Senza soldi non si mangia. Era vero prima, lo è ancor di più in questi mesi di lockdown. Così, oltre all’emergenza sanitaria, ora la Croce Rossa deve affrontare anche la crisi economica e sociale. Un dramma che letteralmente bussa alle porte della sede di viale Capettini. E’ lì che si rivolge per avere un aiuto chi si è ritrovato improvvisamente senza una fonte di reddito. Anzi, per avere di che sfamarsi. I morsi della fame sono spietati quanto il virus. Negli ultimi giorni si sono aggiunte decine di richieste di aiuto che si vanno a sommare alle esigenze delle 600 famiglie che abitualmente ricevono una aiuto concreto dalla Cri mortarese. Per tutti loro i volontari consegnano a domicilio pacchi alimentari. “Non potevamo certo tirarci indietro – commenta Umberto Fosterni, presidente del comitato locale – e abbiamo deciso di dare risposte a tutte le persone che hanno chiesto generi alimentari. Non è questo il momento delle verifiche e dei controlli. Questa è l’ora dell’emergenza, è il momento in cui è doveroso dare aiuto immediato a chi non ha cibo. Così, in accordo con i Servizi sociali del Comune di Mortara, abbiamo iniziato a distribuire altri pacchi alimentari”. Le verifiche, come detto, saranno fatte. Ma non ora. L’urgenza è invece quella di trovare generi di prima necessità. Proprio per far fronte a questa situazione drammatica la Croce Rossa mortarese ha chiesto la collaborazione dei supermercati della città. E’ nata così l’iniziativa del carrello solidale. Un progetto attivo da lunedì 6 aprile e che durerà... fino a quando sarà necessario. Immaginare una data per l’uscita dal tunnel è impossibile. L’emergenza economica sarà ancora più lunga di quella sanitaria. “Intanto – continua Umberto Fosterni – per tamponare la situazione abbiamo chiesto ai market la possibilità di lasciare un carrello appena dopo la cassa. Lì, chi ne avrà voglia, potranno essere lasciati generi alimentari a lunga scadenza. Alla sera il contenuto di questa spesa solidale sarà raccolto dai volontari della Croce Rossa e usato per creare dei pacchi alimentari da distribuire alle numerose persone che, a causa del virus, si trovano ora in difficoltà economiche”. La risposta dei mortaresi non si è fatta attendere e già dal giorno di esordio dell’iniziativa non sono mancate le donazioni. C’è chi ha pensato anche ai bambini e ha lasciato dolci come colombe o uova di cioccolato. Anche la dolcezza serve. “Non mi stancherò mai di ringraziare – continua il presidente del Comitato locale – di ringraziare tutti i volontari e i dipendenti che stanno facendo un grande lavoro, mettendoci un impegno straordinario. Per quanto riguarda i volontari temporanei siamo arrivato a quota 20. Ringrazio anche loro e le numerose altre persone che si erano offerte per darci una mano. Purtroppo, però, non possiamo più accogliere nuovi volontari temporanei. Le mansioni che possono fare non sono molte e ulteriori volontari temporanei non servono in questo momento”. Servirà, invece, la voglia di diventare un volontario del soccorso a tutti gli effetti una volta che l’emergenza sarà terminata. Infine i numeri dei viaggi compiuti dalla Croce Rossa. Per la seconda settimana consecutiva calano le uscite. Dalle 65 uscite registrate negli scorsi sette giorni si è passati ai 51 di questa settimana. La metà di questi interventi di soccorso hanno riguardato pazienti Covid-19 o presunti Covid-19. “I numeri danno speranza – conclude Umberto Fosterni – ma non bisogna abbassare la guardia. Siamo ancora nel pieno dell’emergenza e illuderci di esserne fuori sarebbe un grave errore. Bisogna resiste e, soprattutto, restare a casa”.

Luca Degrandi