Comunali: il mea culpa di Sergio Grassi pronto a lasciare l'incarico di segretario del Pd

“Il Pd ha perso le elezioni e la responsabilità è mia. È giusto che ci sia un altro segretario di partito al posto mio”. È una frase che nella politica, nazionale e locale, non viene mai pronunciata. Invece Sergio Grassi (nella foto), segretario locale dei democratici, non cerca scuse ed è pronto a lasciare. E fa di più: si carica sulle spalle responsabilità che, probabilmente, non sono totalmente sue. “I 654 voti raccolti – afferma Sergio Grassi – rappresentano un risultato molto deludente. Inoltre il Pd sta attraversando una fase politica particolarmente positiva, testimoniata dai buoni risultati ottenuti in tutta Italia in questa tornata di elezioni amministrative. Eppure a Mortara i numeri sono molto bassi ed è doveroso fare autocritica. Evidentemente sono stati commessi degli errori. Mi sento responsabile di questa sconfitta. Mi dispiace molto per Marco Barbieri che ha fatto un grande lavoro ed è attorniato da una squadra di giovani. È giusto che siano loro a prendere le redini del partito. È da loro che si può e si deve ripartire per costruire, tra 5 anni, un’alternativa di centrosinistra a questa egemonia della destra. Mortara è certamente orientata a destra, ma il grande successo della lista civica ViviAmo Mortara dimostra che c’è spazio per conquistare un voto di opinione che si sposta con programmi, idee e volti giusti”. Le dimissioni di Sergio Grassi dalla segreteria locale erano già sul tavolo il giorno dopo lo scrutinio del primo turno. La prima reazione a quell’11,94 per cento dei voti era stata quella di rimettere il mandato. Poi, a bocce ferme, tutto è stato rimandato a dopo le ferie. C’è voluta anche la mediazione di Marco Barbieri che ha chiesto tempo in modo da poter organizzare anche il congresso locale. Ma la decisione è ormai presa. Sergio Grassi resta il principale promotore di un’operazione di ringiovanimento e rilancio dell’azione politica che prevede volti e nomi nuovi. “I numeri parlano chiaro – è l’analisi del voto di Sergio Grassi – e dimostrano che la politica richiede un impegno costante e continuativo nell’arco del tempo. Non basta farsi vedere nel corso della campagna elettorale. È fondamentale essere presenti e propositivi nell’arco di tutta la legislatura. Gli anni di pandemia hanno fermato qualsiasi iniziativa, ma il Covid non può essere usato come scusa. La realtà è che io sono troppo anziano per poter ricoprire al meglio questo incarico. Servono energie nuove e persone giovani. Ritengo che ci debba essere anche un cambio di marcia nella comunicazione e nel linguaggio. È evidente che non posso attirare nuovi elettori perché anagraficamente sono troppo distante dal loro mondo e dalle loro esigenze e dal loro modo di comunicare. Detto questo resterò a disposizione del partito e continuerò a dare il mio contributo per la crescita del centrosinistra”.

Luca Degrandi