Commercio, contributi tra 600 e 800 euro per duecento attività mortaresi

Da un minimo di 600 euro, fino ad un massimo di 800. Verranno distribuiti così i 120mila euro messi a disposizione dal Comune per sostenere commercianti e artigiani fortemente danneggiati dal lockdown del 2020. La platea interessata è di circa 200 attività. Gli esclusi, invece, sono circa mille e 245. Ma l’assessore al commercio Luigi Granelli è convinto di avere fatto la scelta migliore. Lo ha spiegato lunedì scorso, 14 giugno, durante la conferenza stampa che ha visto la partecipazione anche del sindaco Marco Facchinotti e dell’assessore Margherita Baletti. “Le attività registrate in Camera di commercio che hanno sede a Mortara – spiega l’assessore al commercio – sono mille e 445. Distribuire 120mila euro su un numero così elevato di soggetti avrebbe drasticamente ridotto l’importo erogato. Dare 50 o 40 euro a tutti, indistintamente, sarebbe stato simile ad una mancia. Una cifra irrisoria che non sarebbe servita a nulla. La scelta è stata quindi quella di dare dei ristori più consistenti a quelle categorie che sono state completamente chiuse durante il primo lockdown. Seguendo questo criterio circa 200, tra commercianti e artigiani, potranno avere un sostegno concreto, fino a 800 euro. Una somma utile per far fronte alle spese di gestione dell’attività. Mi rendo conto che è sempre possibile fare meglio, ma un Comune come il nostro non ha risorse illimitate e non può fare, come lo Stato, uno scostamento di bilancio da milioni di euro. Se poi andiamo a guardare cosa è stato fatto vicino a noi, è possibile constatare come il nostro contributo, in proporzione al numero di abitanti, è più consistente rispetto a quello erogato da capoluoghi di provincia come, ad esempio, Novara”.

Sul sito del Comune, a partire dal 21 giugno, saranno disponibili i moduli per presentare la richiesta di acceso al sostegno. La documentazione riporta i cosiddetti codici Ateco (una combinazione alfanumerica che identifica le varie attività economiche) ammessi al bando. Certamente esclusi da questa opportunità sono i centri di grande distribuzione, gli alimentari, le farmacie, le parafarmacie, i negozi di telefonia e personal computer, lotterie e compro oro. Tutte attività che, anche se tra mille difficoltà, nel corso del 2020 hanno potuto rimanere aperte. Altro paletto importante: sono escluse le attività morose nei confronti del Comune negli anni antecedenti il 2019. Chi non ha pagato le imposte comunali non prende un euro. “Faremo un’eccezione per quanto riguarda la Tari – aggiunge Luigi Granelli – infatti chi non ha versato la tassa rifiuti, ad esclusione del 2020 e del 2021, che sono anni di pandemia, potrà sanare la sua situazione proprio grazie all’erogazione di questo ristoro”.

Tra i 200 soggetti che certamente saranno ammessi al bando per l’erogazione del sostegno ci sono i titolari di agenzie di viaggio, negozi di vicinato non alimentari, palestre, centri estetici, parrucchiere, tatuaggi e piercing, bar e ristoranti.

“In alcuni casi, come ad esempio i ristoranti, - continua l’assessore Luigi Granelli – l’attività non è stata completamente chiusa, potendo attivare la modalità del servizio a domicilio. Ritengo comunque doveroso includere anche loro tra i beneficiari. In questi casi sarà comunque erogato il contributo, ma con una decurtazione variabile del 15 o del 25 per cento a seconda dei casi. E’ però necessario dichiarare di aver subito un calo di fatturato nei mesi di marzo aprile e maggio del 30 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019. Poi mi rendo conto che ci sarà sempre una schiera di scontenti. Però al momento non era possibile fare di più. Così abbiamo scelto di dare ristori ai più colpiti nel corso della prima fase della pandemia. I codici Ateco non sono lo strumento migliore in senso assoluto, ma è quello che in questo momento abbiamo a disposizione per stabilire dei criteri di equità”.

I 120mila euro destinati al commercio cittadino sono frutto dell’avanzo di amministrazione. Il primo registrato dal Comune dopo 4 anni di “rosso”. Inoltre l’assessore alle finanze Margherita Baletti ha assicurato che in futuro ci potrebbe essere un secondo bando a favore delle categorie oggi escluse.

“Qualora l’ente dovesse avanzare parte dei ristori statali erogati per far fronte alle minori entrate - spiega Margherita Baletti - allora potremo pubblicare un altro bando. Molto dipenderà da quanto incasseremo attraverso le tasse comunali”. Infine il sindaco Marco Facchinotti ha sgombrato il campo da qualsiasi accusa di conflitto di interessi. “Sia io che l’assessore Granelli - dichiara il primo cittadino - pur essendo titolari di attività che avrebbero diritto al ristoro, non usufruiremo del sostegno economico pubblico”.

Luca Degrandi