Code chilometriche in posta, Giannelli suona la sveglia: “Intervenga subito il sindaco”

MORTARA - “Ci saranno state almeno cento persone, la coda per entrare in posta arrivava fino alla vetrina della pasticceria Adriano. E’ una cosa indegna!”. Così tuona Fabrizio Giannelli dopo aver assistito alla scena di ordinario disservizio che è andata in scena nella giornata di giovedì 23 aprile. La fila davanti all’ingresso dell’ufficio postale di via Veneto è, in realtà, una costante in questi giorni di quarantene. Ma ciò non significa che debba ritenersi una cosa normale. Di certo non lo pensa Fabrizio Giannelli. “Mortara è una città – spiega l’esponente dei Forza Italia – e come tale deve offrire servizi adeguati ai cittadini. Io non conosco gli orari di apertura degli uffici scelti dalle Poste, ma sono convinto che un sindaco non dovrebbe accettare una situazione del genere. Anzi, lo invito a prendere il telefono e chiamare Pavia per chiedere chiarimenti, per ottenere orari prolungati di apertura per evitare che si creino le file che abitualmente si formano. E’, prima di tutto, una questione di sicurezza. Più gente c’è in coda, maggiori sono i rischi che si corrono in questo periodo di pandemia. Già in tempi di normalità il servizio non è molto rapido, ma adesso siamo all’eccesso. Non voglio sindacare sulle ragioni, sicuramente tutte valide, però il primo cittadino dovrebbe pretendere più giorni di apertura”. Ma lo sfogo del consigliere comunale di opposizione non si limita alle poste. A finire dietro la lavagna come uno studente che non si applica abbastanza è tutta la giunta. “Il Comune – prosegue Fabrizio Giannelli – riceverà dalla regione 500mila euro, però ancora non si è discusso su come utilizzare questi soldi. Non c’è tempo da perdere, mentre mi sembra che la giunta latiti. E’ necessario fare un piano di investimenti coinvolgendo le forze politiche e quelle produttive. Temo che alla fine possano prendere, senza interpellare nessuno, delle decisioni sbagliate, magari finanziando delle opere da libro dei sogni che, in realtà, non servono a rilanciare l’economia locale”. Per una volta Fabrizio Giannelli si spoglia dei panni del moderato e gioca all’attacco. E invita anche la Lega a fare altrettanto. “Non è più il momento di giocare in difesa – conclude Fabrizio Giannelli – ma serve una terapia d’urto che risvegli la città. Il mondo reale è arrabbiato, la gente è senza soldi. Invece non è stato fatto abbastanza, anche se ci sono personalità politiche lomelline che ricoprono ruoli importanti nella politica regionale e nazionale”.

Luca Degrandi