Clir: via anche Breme e Ferrera, vanno da Sangalli e Lomellina Energia

Altri due Comuni lomellini abbandonano il Clir, sebbene prendendo strade differenti. Da lunedì Breme, per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani, si affiderà alla ditta Sangalli di Monza, che in Lomellina opera già a Cilavegna, Robbio, Candia, Castello d’Agogna, Castelnovetto, Rosasco, Sant’Angelo e Zeme. “La decisione del consiglio comunale – spiega il sindaco Francesco Berzero – è motivata dalle ormai croniche difficoltà gestionali, amministrative tecniche nello svolgimento del servizio: la nostra decisione, inoltre, muove dal fatto che il 1° marzo è stato indicato come data oltre la quale Lomellina Energia non brucerà più i rifiuti conferiti dal Clir a causa della pesante situazione debitoria. Abbiamo fatto anche presente che i cassonetti Clir rimarranno a Breme fino a nuova determinazione”. Oltre a Breme sono alla finestra altri Comuni soci del Clir come Valle, Semiana, Frascarolo e Cozzo. Nelle ultime settimane si era parlato di un fronte comune sulla scorta di quanto già fatto due anni fa da Candia e da altri cinque Comuni dell’alta Lomellina, ma per ora hanno rotto gli indugi solo Sartirana e, appunto, Breme. Ferrera Erbognone, invece, ha firmato un contratto con Lomellina Energia per il conferimento diretto dei rifiuti solidi urbani. Al momento è l’unico Comune lomellino ad aver scelto questa via aderendo all’offerta che partirà lunedì: il Comune spenderà 94,88 euro per ogni tonnellata conferita dal 1° marzo al 31 dicembre 2022. La cifra concordata è quella in vigore fra lo stesso Clir e Lomellina Energia. “I rifiuti – spiega il sindaco Giovanni Fassina – saranno trasportati temporaneamente dai camion del Clir, ma, se la situazione dovesse modificarsi, il nostro Comune si attrezzerà per conferire i rifiuti a Parona attraverso mezzi e personale propri”. Negli ultimi giorni del 2020 Lomellina Energia aveva proposto ai Comuni del Clir la sottoscrizione di un contratto di smaltimento con conferimento a Parona e il primo ad aderirvi è stato Ferrera. “Abbiamo valutato – conclude Fassina – sia la complessa situazione debitoria del Clir sia l’incertezza della sua sorte trovandoci nella necessità di assicurare un servizio di utilità pubblica senza soluzione di continuità, che va a incidere anche sulla salute e sull’incolumità pubblica”.

Umberto De Agostino