Clir: sabato l’assemblea a Mede deciderà le sorti della società, si approverà il bilancio in rosso?

MORTARA - Quale futuro per il Clir? Sabato 19 dicembre sarà il giorno della verità. Nell’assemblea dei soci, che si svolgerà a Mede alle 10, verrà messo ai voti il bilancio dell’esercizio 2019.

Ma il Comune di Mortara, che detiene la maggioranza relativa con il 13,90 per cento delle quote, non vuole rimanere con il cerino in mano. E teme lo sgambetto di qualche collega pronto a lasciare la barca che affonda.. nei debiti. Se da un lato il sindaco Marco Facchinotti ha sempre cercato di “salvare” il Consorzio, dall’altro non è disposto ad assegnare una fiducia incondizionata, data al buio. Non a caso nei giorni scorsi l’ente pubblico ha chiesto un parere ad un’agenzia di consulenza finanziaria prima di esprimere un giudizio sul futuro di Clir. E lo stesso sindaco sta sondando “l’umore” degli altri sindaci in modo da trovare una posizione condivisa. “Il nostro voto favorevole – spiega Marco Facchinotti – non è scontato. Purtroppo la situazione è molto complessa e simile al cane che si morde la coda. Tutti, a parole, vogliano il rilancio dell’azienda.

Per farlo è necessario, tra le altre cose, un piano industriale serio e percorribile. Però senza un contratto di servizio che lega i Comuni e Clir non è possibile programmare il futuro. Molti miei colleghi si rifiutano di sottoscrivere un contratto di servizio senza prima vedere un piano industriale. In questa continua rincorsa e gioco di rimandi tutti restano immobili sulle proprie posizioni. E’ chiaro che la situazione è molto complicata. Ma chi ci crede veramente ora deve firmare il contratto di servizio. Se non si arriva a questo punto allora è meglio che ognuno vada per la propria strada”. Poi c’è anche un altro aspetto, tutt’altro che trascurabile. Quello che interessa maggiormente i cittadini. La qualità finale del servizio offerto ai Comuni continua ad essere un tasto dolente, soprattutto se messo in rapporto al costo della tassa rifiuti. Anche in questo campo sono necessari dei cambiamenti. L’asticella va alzata. Il salto di qualità è possibile solo se le modalità di raccolta saranno omogenizzate su tutto il territorio. “Invece adesso la raccolta è a macchia di leopardo – spiega il primo cittadino - e ci sono Comuni con il porta a porta, altri con la differenziata con i cassonetti, altri ancora con il sistema delle calotte. Una gran confusione. E ogni ente sembra innamorato del suo sistema di raccolta rifiuti. Invece per ottimizzare i costi di gestione il Consorzio ha bisogno di un singolo sistema di raccolta, uguale per tutti. Penso che la scelta di introdurre il sacco unico sia stata giusta. In questo modo la differenziata è più facile per i cittadini e i costi per il Clir sono minori perché si elimina un’uscita dei mezzi. Penso che il sacco rosso dovrebbe essere adottato da tutti i Comuni”.

Per salvare il Consorzio dal fallimento i sindaci dovranno avere la volontà di fare la cosa giusta dal punto di vista industriale e quella sbagliata dal punto di vista politico. In altre parole dovranno digerire, e far digerire ai cittadini, un aumento della tassa rifiuti del 18 per cento. Ma non basta. In secondo luogo luogo sarà necessario ridurre i debiti pregressi. In particolari quelli contratti per la realizzazione della nuova sede di Parona, quelli contratti per l’acquisto delle quote appartenute a Vigevano e quelli contratti con i fornitori. Tra questi grandi creditori spicca l’incenerimento di Parona.

“Infine ricordo una aspetto non trascurabile – aggiunge Marco Facchinotti – che è quello legato alla tutela dei posti di lavoro. Con il Consorzio, a vario titolo, sono impegnati oltre 50 lavoratori. E’ un dovere pensare anche al loro futuro e tutelare l’impiego delle persone”.

Luca Degrandi