Clir: dopo la lettera anonima e l’indagine, spuntano i telefoni. Ma sono veramente quelli spariti?

PARONA – Prosegue la telenovela “telefoni scomparsi” in casa Clir. Nel mese di agosto, infatti, gli 8 telefoni scomparsi sarebbero… riapparsi. Il condizionale è d’obbligo per un semplice motivo: non è detto che i telefoni riapparsi alla vigilia di Ferragosto siano gli stessi recapitati da Vodafone al Clir dopo la stipula del contratto. La grana era esplosa a metà luglio, quando una lettera anonima informava della misteriosa sparizione dei telefoni. La missiva del “corvo”, indirizzata al presidente del Clir Federica Bolognese, ai revisori dei conti, ai sindaci dei Comuni, ai giornali e alla Procura della Repubblica, gettava fango sulla società in merito alla presunta sparizione di alcuni telefoni cellulari. Ma l’azienda era a conoscenza dell’accaduto. Tanto che nel periodo pre Covid, era stata avviata un’indagine interna per far luce sull’accaduto. Siamo quindi tra gennaio e febbraio, ben 5 mesi prima che il corvo si svegliasse mandando lettere anonime a destra e sinistra. L’Organismo di vigilanza, presieduto dall’avvocato torinese Vera Perino e composto dal dottor Francesco Trecate e dalla dottoressa Rita Moncalieri, aveva rilevato qualche anomalia e ha aperto l’indagine interna. Indagine della quale era informata anche il presidente che ha seguito la prassi aspettando l’esito dell’inchiesta in seno all’azienda. Parrebbe quindi che l’Organismo di vigilanza abbia sentito diverse persone registrando da alcune piena collaborazione, mentre altri si sarebbero dimostrati un po’ meno collaborativi. L’Organismo di vigilanza conclude l’indagine e presenta la propria relazione al Consiglio di amministrazione della società. La presidente del Clir Federica Bolognese, dopo aver garantito massima trasparenza, lo scorso 4 agosto si è recata alla stazione dei carabinieri di Sannazzaro per presentare il malloppo in suo possesso. Tra le carte anche la lettera anonima che “il corvo” aveva inviato a sindaci, revisori dei conti, giornali, procura e alla stessa presidente. Oltre alla lettera anonima che sollevava il polverone sul caso dei telefoni scomparsi, anche la relazione dell’Organismo di vigilanza stilata a seguito dell’indagine interna. Alcuni giorni prima, il 27 luglio, al Clir veniva protocollata una lettera che provava a chiarire la faccenda, tanto da garantire che entro le due settimane seguenti i telefoni sarebbero stati nuovamente nella disponibilità della società. E così, prima di Ferragosto, i telefoni riappaiono come per magia al Clir. Marca Apple e stesso identico modello previsto dal contratto Vodafone… ma si tratta veramente degli stessi telefoni la cui sparizione era stata denunciata dal “corvo” e sulla quale ha indagato anche l’Organismo di vigilanza? Se i telefoni fossero stati resi alla compagnia telefonica, perché la stessa compagnia telefonica li avrebbe riconsegnati al firmatario della lettera protocollata il 27 luglio e non all’azienda? La lettera che accompagnava il ritorno degli 8 telefoni specificherebbe sì il codice Imei (codice numerico che identifica univocamente un terminale mobile) degli apparecchi telefonici ma non porterebbe nessuna traccia evidente della riconsegna da parte della compagnia telefonica. Insomma, la matassa resta piuttosto complicata da sbrogliare. E non è detto che i carabinieri vogliano vederci chiaro anche su questa misteriosa riapparizione dei telefoni.