Clir, dentro o fuori. Sabato tocca ai sindaci. E intanto spunta Lomellina Energia (A2A)

Clir, ultima chiamata. Sabato prossimo, 16 gennaio, al Besostri di Mede si svolgerà il “secondo tempo” dell’assemblea sospesa lo scorso 19 dicembre. E per capire cosa succederà serve la sfera di cristallo. I sindaci approveranno il bilancio? O la società imboccherà la strada del fallimento? Era già emersa la volontà da parte di alcuni Comuni di accompagnare il Clir verso la chiusura, una sorta di “eutanasia dolce” cercando di tutelare sia i dipendenti che i creditori. E proprio tra i creditori c’è chi non è rimasto con le mani in mano. Tra Natale e Capodanno il Clir e i soci hanno ricevuto una lettera di Lomellina Energia in cui, la società che gestisce il termovalorizzatore di Parona, si sventola il cartellino rosso sotto il naso del Clir. La società, oggi del gruppo A2A, vanta con Clir un credito di oltre un milione e 800mila euro. Nella missiva, Lomellina Energia precisa che dal prossimo 1 marzo verranno accettati all’impianto di Parona i rifiuti di quei Comuni che “abbiano preventivamente provveduto alla stipulazione di un contratto diretto con Lomellina Energia, per il conferimento ed il recupero dei rifiuti prodotti nei territori di relativa competenza”. Lomellina Energia e il gruppo A2A entrano dunque in scena come quell’elefante che entra in una cristalleria. Inutile dire che la lettera non ha fatto altro che agitare le acque attorno al Clir e a confondere le idee ai sindaci. Sindaci che entro fino 2020 hanno portato nei vari consigli comunali l’approvazione del Pef legato al Clir. E sembra che molti non abbiano ancora trasmesso gli atti al Clir stesso. Quindi la società non sa ancora su chi potrà avere come “clienti” in futuro. Sabato prossimo, però, tutti i sindaci dovranno mettere le carte sul tavolo e decidere finalmente cosa fare da grandi. Resta la preoccupazione di qualche sindaco legata soprattutto al futuro dei dipendenti e della esposizione del Clir con banche e fornitori. Oltre, sia chiaro, a cercare di capire cosa rischiano i Comuni nei panni di soci dell’azienda. Cosa, a molti, ancora non troppo chiara.