Clir, ci scrivono i lavoratori: il nostro impegno al servizio dell'azienda

Come lavoratori del Clir, visto che siamo stati tirati in causa dall’”Associazione Tradizione e Territorio della provincia di Pavia” con un intervento apparso in seconda pagina sull’Informatore Lomellino del 24 marzo, che ci ha tacciati come dipendenti abituati all’inefficienza, vorremmo prendere parola ridando ordine a quanto scritto dai sopra citati.

E’ vero che ci sono state inefficienze operative da parte dell’azienda, con criticità croniche per quanto riguarda lo svuotamento dei cassonetti nei paesi che usano ancora il sistema con postazioni fisse, ed in tutti i paesi che conferiscono il verde nei cassonetti; e criticità intermittenti per lo svuotamento dei cassoni scarrabili delle isole ecologiche, ma senza mezzi a disposizione qualcuno ci potrebbe spiegare come si potrebbe altrimenti fare?

Noi lavoratori a rotazione ci siamo sempre resi disponibili, nel limite delle nostre possibilità e non solo, per rimediare ad inconvenienti di diversa natura, con doppi turni, cambi turni e reperibilità immediate e da ultimo con turni notturni, garantendo di non avere grosse ricadute sulle attività, e ci ripetiamo, mezzi permettendo. Malgrado lo stato di agitazione aperto a gennaio dai sindacati, ad oggi non sono neanche state prese in considerazione azioni e le possibilità per uno sciopero, per non destabilizzare ulteriormente l’incertezza del momento, permettendo così la continuità dei servizi.

Non è vero che i lavoratori abbiano rifiutato di andare in altre ditte, o meglio, alcuni nostri colleghi hanno accettato di andare solo in una delle due aziende private “portate” sul territorio, trasmettendo tra l’altro le competenze acquisite e rendendo meno impattante il cambio gestione.

Noi lavoriamo con un contratto nazionale di igiene ambientale con tutti i diritti e le tutele del caso, che ci permettono di avere riconosciuta una dignità salariale che non è più di quella che viene riconosciuta ad esempio ai lavoratori dei supermercati o agli operai metalmeccanici.

Fatto conto che nella peggiore delle situazioni, con un passaggio diretto, i nostri contratti verrebbero tutelati, potremmo finire in una delle due realtà dove sulla quasi totalità dei lavoratori vengono applicati i contratti multiservizi, e spero sappiate che la parola dignità davanti ad uno di questi contratti si traduce come ossimoro, rammentandovi ancora che non ci sono spogliatoi, non ci sono docce, non ci sono corsi sulla sicurezza, corsi formativi e altre cose, che si esprimono in costi di gestione contenuti che pagano solo i lavoratori.

Nella riunione di presentazione del nuovo Cda, qualcuno ci ha simpaticamente soprannominati magliette verdi; ecco, oggi quelle magliette verdi sono diventate gialle, bruciate dal sudore!

Sempre a testa alta!

Alcuni lavoratori del Clir


Stimati lavoratori,

ospitiamo volentieri il vostro intervento e continuiamo a seguire l’evoluzione del “caso Clir” con una certa apprensione.

Non solo per una realtà aziendale che, nonostante i problemi economici e le fin troppo evidenti lacune di una classe dirigente politica dimostratasi inadeguata almeno negli ultimi anni, continua a rappresentare un patrimonio per il territorio, ma anche per la situazione che riguarda numerose famiglie che vivono con una condivisibile preoccupazione questi angosciosi momenti pieni di dubbi e incertezze per il futuro.

Vittorio Testa