Clir, è l’ora del de profundis: oggi i Comuni votano la messa in liquidazione della società

Siamo al tutti contro tutti. Diffide, ordinanze e mancati pagamenti. In un’operazione politica quantomeno strana, molti Comuni soci del Clir hanno giocato ad affossare quella che era, ormai si può parlare al passato, la propria azienda. E per una volta la politica locale è riuscita ad ottenere lo scopo che si era prefissa: mettere in liquidazione il Clir. Oggi, mercoledì 9 giugno, è in programma l’assemblea-funerale dei soci che voterà il fallimento della società.

Cronaca di una fine annunciata. Almeno dopo il mancato pagamento dei conguagli 2020 che prevedevano l’applicazione delle tariffe Arera a partire dallo scorso anno. Un mancato pagamento avvenuto dopo che gli stessi Comuni avevano approvato il piano ristrutturazione aziendale che prevedeva appunto l’applicazione della tariffa Arera già dal 2020. Il piano elaborato dallo Studio Griffini poggiava, tra le altre cose, anche sul pagamento, dato per certo, dei quattro Comuni più grandi: Mortara, Mede, Sannazzaro e Dorno. E puntualmente dai quattro municipi non è arrivato un euro nelle casse del Clir.

Mentre altri Comuni avevano affidato il servizio di raccolta dei rifiuti ad aziende private, pur restando soci del Clir, un gruppo di responsabili aveva provato a tenere a galla l’azienda arrivando a proporre il piano preliminare di ristrutturazione aziendale. I quattro “responsabili” erano Michele Ratti (sindaco di Nicorvo), Luigi Rebeschi (vice sindaco di Scaldasole), Claudio Cerri (vice sindaco di Lomello) e Simone Ciaramella (presidente di AsMortara).

Nicorvo, Scaldasole e Lomello hanno pagato il conguaglio 2020, mentre Mortara non ha versato i 126.665,33 euro chiesti dal Clir. E con Mortara si sono allineati anche gli altri tre “grandi”: Dorno non ha pagato gli 87.168,45 euro fatturati da Clir, Mede 137.379,47 euro e Sannazzaro 110.359,81 euro. Sannazzaro, tra l’altro, esprime anche il presidente del Cda di Clir e la stessa Federica Bolognese siede tra i banchi della maggioranza consigliare sannazzarese. Con questi mancati pagamenti è venuta meno la possibilità di vedere un futuro per l’azienda e i creditori sono saltati al collo di un Clir già dato per morto. Non solo, come anticipato dal nostro settimanale la scorsa settimana, alcuni creditori hanno pensato di rivalersi direttamente sui soci.

Nella seduta del 24 maggio, il Cda rassegnava in blocco le dimissioni e venerdì 4 giugno la presidente Bolognese scriveva a Mortara, Mede, Sannazzaro e Dorno spiegando come dal 7 giugno, lunedì scorso, Clir non potesse più garantire il servizio di smaltimento del “sacco unico” o “multimateriale leggero”.

“In merito – si legge nella lettera firmata dalla Bolognese – segnaliamo la disponibilità ampiamente manifestata dall’attuale smaltitore, la società Aboneco Recycling, a continuare il servizio contrattualizzandone le condizioni con i singoli Comuni per avere garanzia dei pagamenti”. Stesso problema anche con TeknoService, la ditta che si occupa della raccolta, disposta a continuare il servizio purché “il corrispettivo venga corrisposto direttamente dai Comuni interessati”.

Sempre il 4 giugno TeknoService scriveva a Clir, Prefettura e ai quattro Comuni esponendo chiaramente che “a seguito della vostra richiesta di svolgere l’attività di raccolta non più mediante raccolta della frazione “multimateriale leggero” ma bensì mediante raccolta delle frazioni “plastica e lattine” e “carta”, si comunica che il corrispettivo per il servizio reso sarà raddoppiato”.

Non si è fatta attendere la risposta dei quattro. Lunedì scorso, 7 giugno, arrivano le ordinanze firmate dai sindaci di Mortara, Mede, Sannazzaro e Dorno che impongono ai soggetti coinvolti di proseguire il servizio di raccolta e smaltimento.

E visto che piove sempre sul bagnato, il Cda del Clir ha anche dovuto incassare la diffida ad adempiere il servizio del Comune di Scaldasole. Comune che, con la presenza de vice sindaco Rebeschi, era tra i quattro “responsabili”.

Con questi presupposti si arriva all’assemblea-funerale di oggi, mercoledì 9 giugno. Data in cui si voterà la messa in liquidazione della società, primo passo che accompagnerà il Clir verso la sua sepoltura. L’azienda passerà nelle mani di un liquidatore che la accompagnerà verso una morte assistita.