Città senza virus dal 18 giugno, il sindaco annuncia: “Siamo finalmente Covid free”

Un mese senza Covid, oltre trenta giorni senza nuovi contagi. L’ultimo caso era stato registrato lo scorso 18 giugno. Da allora Mortara è una città da considerarsi “Covid-free”. Cioè libera dal Covid, finalmente. Ma le buone notizie non finiscono qui. Infatti tutte le persone affette dal virus risultano ormai guarite. Lo scorso 10 luglio l’ultimo mortarese che risultava ancora positivo ha sconfitto il virus. Dati incoraggianti che fanno tirare un sospiro di sollievo allo stesso primo cittadino che non teme la scaramanzia. La fortuna, come in tutte le cose, può incidere in modo parziale. Ma ciò che fa realmente la differenza è la consapevolezza, la prudenza e il rispetto delle regole. Per Mortara l’incubo era iniziato il 9 marzo 2020: la data del primo caso nella città dell’oca. Il 21 febbraio era stato invece individuato il “paziente uno” in Italia. “C’è bisogno di guardare con ottimismo al futuro – commenta il sindaco Marco Facchinotti – pensando con fiducia alla ripresa economica, al lavoro e al ritorno alla vita sociale. Tutto ciò senza dimenticare la necessaria prudenza. La battaglia contro il Covid non è finita e l’invito che rivolgo a tutti resta quello di mantenere comportamenti responsabili, evitare gli assembramenti e rispettare le norme di distanziamento sociale. Sarebbe opportuno che la maggioranza delle persone si sottoponesse al vaccino. E’ un passaggio importante per tutelare noi stessi e soprattutto le persone più fragili che ci stanno attorno. Detto questo non giudico chi ancora non si è vaccinato. Fortunatamente siamo in democrazie e le libertà personali vengono sempre rispettate”. Soprattutto ora che si intravede la luce in fondo al tunnel non è il momento per abbassare la guardia. Il virus e le sue varianti restano pericolose. E la data del 12 marzo 2020, quando a Mortara ci fu la prima vittima riconducibile al Covid, non deve essere relegata nel dimenticatoio. Da quel giorno partì una lunga serie di lutti. Ancora non si sa la stima ufficiale. Ma il triste conteggio rischia di attestarsi sulla tripla cifra. “Certe volte – aggiunge il borgomastro – penso che ci vorrebbe anche il lockdown per Facebook. Da un lato la pandemia mondiale ha dato vita a straordinari gesti di solidarietà, incredibili atti di coraggio e altruismo da parte di medici, sanitari, volontari. Dall’altro lato il mondo virtuale è diventato teatro di esternazioni sempre più violente e intolleranti. Sui social spesso la gente dà il peggio di sé”.

Luca Degrandi