Cilavegna: scuole, mensa a numero chiuso e solo per i figli di genitori-lavoratori

CILAVEGNA – Mensa scolastica sì, ma con precedenza ai figli di genitori-lavoratori. Il criterio per accedere sia al pranzo della scuola primaria, sia ai servizi di pre e post scuola della primaria e della materna, cambia. Colpa del Covid. I posti in mensa si riducono della metà e rimarranno un’ottantina. Per questo (così si legge nell’avviso del Comune) “i servizi potranno essere garantiti, fino alla capienza massima consentita dalle norme sanitarie, solo alle famiglie nelle quali entrambi i genitori lavorano, con la produzione di certificazione da parte dei datori di lavoro o iscrizione alla camera di commercio da parte dei lavoratori autonomi”. Se la mensa non bastasse sembra esserci una soluzione in caso di richieste extra, quella di palazzo Aurora. “Stiamo valutando, e dovremmo riuscire – specifica il sindaco Giovanna Falzone (nella foto) – a consentire ai ragazzi più grandi delle elementari, cioè della classe quinta e al limite della quarta, di consumare il pasto a palazzo Aurora. Questo manterrebbe il distanziamento e aumenterebbe i posti per gli altri. Avevamo trovato questa soluzione già quando la nuova mensa era in costruzione”. Intanto proseguono i lavori negli istituti. Se alle elementari e alla materna non ci sono problemi, devono ancora iniziare il cantiere per il seminterrato della scuola media. Si aspettano le autorizzazioni. Lavori autunnali che non disturberanno gli alunni: si conta di farli nel pomeriggio, o anche durante i giorni di vacanza. I 90mila euro utilizzati a riguardo sono parte dei contributi regionali, erogati nel piano ripresa post Covid. “Oltre all’impermeabilizzazione e al rifacimento del sistema elettrico – aggiunge il sindaco – daremo nuova vita a quello che ora è poco più di uno scantinato. L’attenzione maggiore verrà data alla parte centrale. Si trovano lì solo alcune aule come il vecchio laboratorio di cucina, poi diventato sala lettura, l’ex aula di musica e l’ex aula di disegno, poi trasformata in classe vera e propria l’anno in cui avevamo avuto più iscrizioni del normale e bisognava creare un’ulteriore sezione. Inoltre un’aula cieca, senza finestre, utilizzata come deposito. Sono spazi che, una volta terminati i lavori, potranno venire usati in qualunque modo, sia come classi in più sia come nuovi laboratori”.

Davide Maniaci