Cilavegna: non ci sarà la 56esima edizione della Sagra dell’asparago, salta anche la notte bianca

CILAVEGNA – C’erano pochi dubbi, ma la sagra dell’asparago è annullata ufficialmente. Salta anche la notte bianca del 27 giugno. Niente 56esima edizione della sagra organizzata da Comune e Pro loco, se ne riparlerà per il 2021. Intanto anche il Con.Pac, il consorzio che tutela l’ortaggio, annuncia che per tutto l’anno solare il punto vendita di largo Marconi sarà chiuso. Quel negozietto che vende solo asparagi, al centro del paese, non aprirà la saracinesca. “Quando ritornerà la normalità potete chiamarmi – dice il presidente del consorzio Gianpiero Campana (nella foto) – ed io vi metterò direttamente in contatto, con uno o più produttori, in modo che vengano comunque soddisfatte, le vostre esigenze. Grazie per la vostra comprensione. Speriamo di rialzarci presto, e con pochi danni. Buona estate a tutti”. L’asparago bianco-rosato di Cilavegna, autentica eccellenza rarissima (lo producono in 5 agricoltori, tutti del paese, tutti animati più dalla pura passione che dal guadagno) vive un momento di gravissima difficoltà. Le conserve del 2019 sono in parte ancora lì, da vendere. Quindi non è pensabile trasformare tutto il raccolto di questa primavera in prodotti in vasetto. Ma il tradizionale introito della sagra viene meno, tra il ristorante aperto per tutto il fine settimana, le degustazioni e le bancarelle della domenica con visitatori da tutto il territorio. Chi compra? Chi non è di Cilavegna non può spostarsi. Dire alle forze dell’ordine impegnate nei controlli che “si sta andando a comprare gli asparagi” non eviterebbe una multa. I ristoranti sono chiusi. Come aveva già proposto su queste pagine, il presidente del Con.Pac può vendere l’asparago tramite una consegna a domicilio. Basta contattarlo al 328 4533384. Di certo non sarà un grande introito, ma è meglio di niente. Campana lancia anche la soluzione estrema: distruggere gli impianti e piantare dei pioppi. Forse sarebbero più remunerativi. “Il Comune ci aveva promesso dei fondi – conclude – e basterebbero 4mila euro per poter coprire almeno le spese fisse e aprire, cercando di mantenere gli standard di sicurezza”. Per ora il bilancio è fermo. “Neanche la notte bianca del 27 giugno si farà – aggiunge l’assessore Valerio Battagin – ed è un peccato, dato che quest’anno sarebbe coincisa con la festa patronale dei santi Pietro e Paolo organizzata da Pro loco e parrocchia. In accordo con la Pro loco vorremo il prima possibile organizzare qualche evento, anche ad agosto (visto che molti non andranno in vacanza, per rallegrare questo periodo buio. Di sicuro è nostro interesse aiutare anche il Con.Pac e proteggere il nostro ortaggio di punta. Troveremo una soluzione, vedremo come nel bilancio di previsione”.

Davide Maniaci