Cilavegna, il verde a domicilio si paga 25 euro dal 2022 (e 15 quest’anno)

CILAVEGNA – Da martedì 1 giugno si cambia. Il verde raccolto col sistema porta a porta, e non più coi cassoni (che spariranno) è argomento di dibattito in paese. Tanto che il sindaco Giovanna Falzone ha organizzato un incontro in diretta su Facebook in cui si confrontava coi cittadini. Questi ultimi scrivevano domande, dubbi e perplessità. Falzone e il comandante della polizia locale Luciano Legnazzi, dalla sala consiliare vuota, rispondevano. Una sorta di “consiglio comunale aperto” a distanza, ancora disponibile alla visione sulla pagina Facebook “Comune di Cilavegna”.

“L’alternativa al verde porta a porta che rimarrà possibile – ha spiegato il sindaco – è recarsi all’isola ecologica e scaricare lì i propri rifiuti vegetali. Da metà giugno, massimo inizio luglio, spariranno i cassonetti stradali. Quest’anno aderire costa 15 euro visto che sono coinvolti solo 7 mesi, dal prossimo 25 con 36 passaggi annuali: una locandina precisa i giorni di raccolta”.

Una scelta che dovrebbe garantire una maggiore qualità del verde raccolto. Coi cassonetti a disposizione dei cittadini per le vie del paese, c’era il rischio che il materiale raccolto sia inquinato da rifiuti diversi. Un rischio rivelatosi reale: recentemente il verde di Cilavegna è stato respinto perché troppo sporco.

“Entro le 6 del mattino – prosegue il sindaco – gli scarti del verde andranno depositati dentro gli appositi bidoni, o in fascine ben legate che devono avere l’altezza massima di un metro”.

Il bidone da 240 litri di capacità deve essere richiesto apposta, compilando il modulo disponibile all’ingresso del municipio.

Anche l’isola ecologica si adegua alle nuove normative sui rifiuti. Per accedere, tra qualche tempo, i cilavegnesi utilizzeranno la tessera sanitaria per far alzare le sbarre. Le ditte avranno un badge.

La lamentela principale degli utenti riguarda soprattutto l’aspetto economico. Non ci saranno sconti sulla Tari. Semplicemente chi vuole conferire il verde, o va alla piazzola – gratis – o si abbona al nuovo porta a porta, paga 15 euro quest’anno e 25 dal prossimo, e riceve a casa il proprio bidone. Tutto sempre gestito dalla Sangalli, la ditta di Monza che si occupa della raccolta rifiuti a Cilavegna.

La minoranza è scettica non tanto sui costi, ma sulle modalità. L’invito è chiaro: “monitorare da subito”.

“Consci delle potenzialità e dell’utilità di questo nuovo servizio – comunica il capogruppo della civica Vivi Cilavegna, Alberto Pisani – emergono, però, dubbi in merito alle criticità che, nello specifico, riguardano il metodo di raccolta: se saranno accettate fascine libere, come si potrà capire chi ha effettivamente pagato la tariffa per il servizio e chi no? Il contenitore per conferire il verde dovrà essere acquistato, ma non sarebbe stato possibile averlo in comodato d’uso versando una cauzione? L’Amministrazione, secondo noi, per rendere più efficace questa novità, dovrebbe porre molta attenzione su entrambi i fronti, facendo in modo che il costo aggiuntivo per il cittadino diventi il meno gravoso possibile. Sarebbe inoltre opportuno sollecitare l’impresa Sangalli al fine di offrire una gestione della piattaforma ecologica più attenta, per rapidità di accesso, disponibilità dei cassoni per la raccolta, pulizia e ordine. Abbiamo ricevuto segnalazioni da parte di alcuni cittadini riguardanti episodi di lentezza nelle operazioni di accesso oltre ad altre criticità. Speriamo che siano solo episodi sporadici dovuti al nuovo sistema per l’accesso degli utenti che è in fase di implementazione. Non vorremmo che per rendere più “puntuale” la raccolta del verde e dei rifiuti in generale si renda il cittadino più irritato per la macchinosità o per il costo del nuovo sistema”.

Il sindaco, motivando la scelta già al momento dell’annuncio, circa un mese fa, aveva spiegato come “molti cassoni del verde degli 80 presenti in paese sono danneggiati, e alcuni li usavano in modo improprio buttando di tutto”.

Cambiare era una necessità.

Davide Maniaci