Castello d’Agogna, rotonda al Tar: il sindaco difende l’opera. La Iru: non è una questione economica

CASTELLO D’AGOGNA – L’unica cosa certa è che il ricorso al Tar farà slittare il cantiere. Chi sognava di avere entro fine anno la rotatoria sulla 494 che da Castello d’Agogna porta a Zeme o a Cozzo con la 596-Diramazione dovrà rassegnarsi ad aspettare ancora. La Provincia di Pavia aveva stanziato 400mila euro, il Comune di Castello d’Agogna aveva approvato lo studio di fattibilità tecnico-economico. La società Immobiliare Rustica Urbana di Carlo Maria Milesi, milanese, con sede legale nella tenuta Cascina Nuova (presso dove sorgerà la rotatoria) si è avvalsa degli avvocati Gian Maria Menzani e Gian Paolo Menzani. “Chiarisco – ha detto Milesi – che non è una questione economica. Si parla di un esproprio di 1200 metri quadri, non di spazi infiniti. Noi non siamo contrari alla rotonda: semplicemente non troviamo giusto che, nonostante di quest’opera si parli da anni, non ci sia stato sottoposto per tempo un progetto definitivo. Qualcuno si è presentato a luglio chiedendoci di firmare un foglio. Non è il modo corretto di agire: di fatto i proprietari del terreno non hanno potuto dire la propria. L’unica immagine dell’opera che ci è stata sottoposta non permette di capire cosa questo cantiere comporti per la mia proprietà. Abbiamo presentato ricorso perché i tempi stavano per scadere: se, in modo chiaro e soprattutto ufficiale, ci verrà comunicato “cosa ne sarà di noi”, anche riguardo i canali dell’acqua che passano di lì, saremo anche disposti a ritirarlo. Lo spirito che ci anima è il disappunto per non essere stati coinvolti coi modi e i tempi giusti. Quando si fanno lavori in casa d’altri, è doveroso farlo”. Un altro problema, secondo la I.R.U., riguarderebbe l’ubicazione della nuova rotatoria, che non coinvolgerebbe la stradina abbandonata ai lati della 494, già oggetto di tanti abbandoni abusivi di rifiuti. A difendere l’opera il primo cittadino di Castello d’Agogna, William Grivel (nella foto).

“Come purtroppo spesso accade nel nostro Paese duole riscontrare che anche un’opera di fondamentale importanza per la salvaguardia della sicurezza stradale possa essere impugnata obiettando vizi di forma nella procedura ed addirittura mettendo in discussione la validità del progetto. I nostri uffici hanno svolto ogni azione su indicazione della Provincia di Pavia ma essendo nel nostro territorio ovviamente il ricorso tocca anche il nostro ente. - commenta il sindaco - Al ricorrente chiedo, a nome di tutti i cittadini di Castello d’Agogna e di tutti coloro che giornalmente affrontano l’incrocio della morte: ma un fazzoletto di terra vale più delle vite umane? Confido ovviamente nell’esito a noi favorevole della causa e che il Tar possa esprimersi in tempi rapidi in maniera che l’inizio lavori, previsto in questi giorni, possa avvenire per la prossima primavera”.