Castello d’Agogna: il campo di calcetto porterà il nome di Gabriele Follador

CASTELLO D’AGOGNA – Amava lo sport ed era il classico ragazzo che c’era sempre per giocare qualunque partita, quello su cui potevi contare per arrivare a 10 a calcetto. Che rispondeva subito con entusiasmo e a cui perdonavi anche qualche “liscio” di troppo perché non importa essere fenomeni, ma comportarsi da amici sinceri. A più di 8 anni dalla scomparsa di Gabriele Follador, il campo di calcetto e tennis del paese porterà il suo nome. La cerimonia sarà a maggio o a giugno, ma la decisione del sindaco William Grivel è arrivata nei giorni scorsi. “L’impianto, che si trova presso il centro sportivo Natale Corbella – spiega Grivel – è stato consegnato a settembre, ma deve ancora essere inaugurato ufficialmente. Lo scopo è che diventi un punto di aggregazione fisso per i ragazzi del paese. Non è costato molto, circa 20mila euro, di cui 14mila per il manto in erba sintetica e 6 per la recinzione. Ho in programma anche di installare un impianto di illuminazione, per il quale sono già stati assegnati i lavori. Un campo è in sintetico per il calcio a 5, l’altro in sabbia per il beach volley. L’intitolazione a Follador, amico di tutti in paese, è doverosa”. L’ingresso al campo sarà libero per i ragazzi residenti a Castello d’Agogna al pomeriggio. Di sera invece chiunque potrà usarlo pagando. Il Comune lo concede in comodato d’uso alla Jks, la società che gestisce l’intero centro sportivo dove si trovano anche le piscine. Prima dei lavori di riqualificazione dello scorso anno, la struttura era abbandonata da anni. Invano le scorse amministrazioni comunali avevano provato a venderle. Adesso non solo sono tornate a risplendere, ma verranno intitolate a un castellanese rimasto nel cuore di tutti. Follador, 26enne, è morto nel novembre 2011 all’ospedale Maggiore di Novara dopo un incidente sul posto di lavoro, all’inceneritore di Vercelli. Stava spazzando l’acqua su un terrazzino quando è caduto, battendo violentemente la testa. L’agonia è durata un paio di settimane. “Per tutti noi – conclude il sindaco – rappresentava il classico ragazzo buono, che amava tutti gli sport e che per questo era sempre disponibile a giocare quando c’era bisogno. Tutti vorrebbero un amico così, noi abbiamo la fortuna di averlo avuto davvero”.